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Le 76th Scientific Sessions dell’ADA 2016

Indice congresso    12 giugno    11 giugno    13 giugno   

 

Introduzione

New Orleans è una tappa fissa degli eventi ADA, ma di tutte le città statunitensi che ho conosciuto è la più atipica, atmosfere lontanamente europee, o forse caraibiche, non il solito sfoggio di opulenti centri commerciali, e la purtroppo abituale obesità. Lo Sheraton, dove alloggiavo, è a due passi dal Quartiere Francese, quanto dal Morial Convention Center, e un po’ indolentemente, ispirato dal lento scorrere del Mississippi, condizionato dal clima caldo umido, insieme agli amici, abbiamo alternato le gelide sessioni congressuali alle curiose, insolite, divertenti, a volte un po’ trash passeggiate in Bourbon Street, Royal Street, o al French Market. Il jazz questa volta è riuscito a emozionarmi: non solo spettacolo un po’ prevedibile per turisti, ma poesia del luogo. La cucina cajun speziata, quanto profumata di cannella, dagli improbabili nomi francesi, ci ha incuriositi, ma, personalmente, non conquistato. Non ho comprato oggetti di antiquariato e nessuna fanciulla mi ha lanciato una collanina dai balconi floreali… peccato.

Il congresso 2016, come atteso è stato grandioso, più di 15.000 medici, scienziati e operatori sanitari di tutto il mondo che si riuniscono ogni anno in questo evento che è luogo di presentazione delle novità della ricerca, dei trattamenti d’avanguardia, delle più autorevoli raccomandazioni per la cura per il diabete… un’emozione che si ripete.

Sono molte le novità colte tra le relazioni, grandi o piccole, poster o stand, e questo highlights ve ne renderà conto. Sono stato molto colpito dalle nuove analisi dei dati dell’EMPA-REG OUTCOME, dall’effetto protettivo a livello renale alle nuove intriganti ipotesi sul metabolismo energetico alla base dei benefici cardiovascolari. Ma il congresso è stato senza dubbio monopolizzato dalla presentazione di LEADER, il trial sulla liraglutide, tanto annunciato, quanto atteso.

Per il LEADER mi sono presentato 45 minuti prima dell’evento davanti all’ingresso della sala (volevo semplicemente capire dov’era) e mi sono trovato di fronte qualche centinaia di persone che presidiavano l’entrata. Dopo un’attesa di mezz’ora le porte si sono aperte (con sorpresa anche la mia laterale) e – dopo uno rapido sguardo negli occhi – i primi a entrare si sono lanciati in una corsa per conquistare i posti in prima fila dell’enorme sala. Quinta fila, non male, occupando i posti per gli amici. Come a un concerto rock! E anche la scenografia era piuttosto rock… luci, schermi giganti, mancavano i fumi. Le relazioni sono state salutate da applausi a scena aperta, l’embargo – ossessivamente richiamato – allegramente violato da improvvisati fotografi (non solo cinesi) in un clima di grande euforia. Sarà che non siamo ancora abituati ad avere farmaci che, oltre ad abbassare la glicemia, fanno anche bene al cuore…

Quindi: al prossimo trial, al prossimo ADA!

Luca Monge