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Quali vantaggi dal rimborso dei sistemi CGM: uno studio real-life

A cura di Lucia Briatore

5 febbraio 2018 (Gruppo ComunicAzione) – I sistemi di monitoraggio in continuo della glicemia (continuous glucose monitoring, CGM) sono sempre più numerosi e utilizzati; la loro diffusione è tuttavia limitata dal costo, soprattutto nei sistemi sanitari universalistici, come quello italiano. La dimostrazione di vantaggi oggettivi e misurabili per i pazienti e il sistema sanitario, non solo nei trial clinici, ma anche in un contesto di vita reale può essere molto utile per giustificarne l’utilizzo e la rimborsabilità.

In Belgio, i sistemi CGM sono diventati rimborsabili alcuni anni fa, con la prescrizione possibile in pochi centri specializzati e solo per pazienti motivati con specifiche caratteristiche. Con queste premesse, è stato disegnato il trial Reimbursement Study of Continuous Glucose Monitoring in Belgium (RESCUE), per valutare l’impatto dell’uso del real-time CGM (RT-CGM) in un contesto di real-life per una durata di osservazione di 12 mesi. Obiettivo dello studio era capire l’effetto della rimborsabilità del RT-CGM sull’emoglobina glicata (HbA1c), i ricoveri per complicanze acute del diabete, la qualità di vita (quality of life, QOL) e le ipoglicemie.

A partire dal settembre 2014 sono stati arruolati 515 pazienti con diabete di tipo 1 (DMT1), in terapia con microinfusore (continuous subcutaneous insulin infusion, CSII), che dovevano utilizzare il CGM per almeno il 70% del tempo. I risultati della ricerca, condotta da Sara Charleer (Dept. of Endocrinology, University Hospitals Leuven, Belgio) e coll., sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. L’HbA1c media dopo 12 mesi si è ridotta (7,4%) rispetto al basale (7,7%), e la percentuale di pazienti con HbA1c <7% è aumentata dal 23 al 33%. Le ospedalizzazioni per ipoglicemie severe o chetoacidosi sono diminuite dal 16% nell’anno precedente all’uso del RT-CGM, al 4% nell’anno di osservazione del trial. La media dei giorni di degenza per 100 pazienti-anno si è ridotta significativamente da 54 al basale a 18 dopo l’introduzione del rimborso per RT-CGM. Inoltre, i pazienti che utilizzavano il CGM si erano assentati meno dal lavoro. Anche la QOL è risultata migliorata, soprattutto per i pazienti che avevano iniziato a usare il CGM per problemi di ipoglicemie.

Gli autori sono giunti alla conclusione che, in un contesto di real-life, il rimborso di sistemi CGM in pazienti con DMT1 selezionati e motivati migliora la qualità della vita, il compenso glicemico e riduce significativamente i ricoveri per complicanze acute del diabete e i giorni di assenza dal lavoro. Tali osservazioni sono a favore del rimborso di questi strumenti e del loro utilizzo in maniera più diffusa. Poiché il panorama degli strumenti CGM è in continua evoluzione e, rispetto al 2014, anno di inizio dello studio, sono stati messi in commercio nuovi sistemi ­ come gli strumenti Flash Glucose Monitoring o isCGM –, gli autori del lavoro ritengono che in futuro saranno necessari nuovi studi comparativi per capire quale sistema offra i migliori vantaggi nelle varie tipologie di pazienti.


JCEM jc.2017-02498. Published: 12 January 2018

PubMed


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