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Archivio Piemonte / Valle d’Aosta


ANNA ROSA BOGAZZI 
SSVD Malattie endocrine e diabetologia – ASL TO3
Cell. 3333403490
Email: anna.bogazzi63@gmail.com

Contatti: info@infomedica.com


ALESSANDRO OZZELLO
SSVD Diabetologia PO Pinerolo
ASL TO3 Pinerolo (TO)
Email: aozzello@aslto3.piemonte.it

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Anna Rosa Bogazzi – Il cambiamento verso la continuità

Anna Rosa Bogazzi è il tredicesimo presidente della sezione AMD Piemonte e Valle d’Aosta. Da parecchi anni è iscritta all’associazione, nella quale ha ricoperto l’incarico di consigliere regionale durante le presidenze di Luca Monge e Marco Comoglio. Ha fatto parte del gruppo Clinical Governance, diretto da Alessandro Ozzello, ed è formatore tutor della Scuola di Formazione AMD. La incontriamo dopo la sua elezione per avere il quadro della situazione della diabetologia piemontese e farci dire degli obiettivi dei prossimi due anni di presidenza.

Presidente, qual è la situazione della diabetologia piemontese?
Mi hanno detto il numero 13 porta fortuna. E infatti inizio la mia presidenza con una delibera regionale approvata in data 13 novembre 2017 che definisce l’attuazione del PDTA-DM, ossia il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale del diabete mellito.

Un traguardo importante…
Sì, perché il PDTA-DM, definito in base ai criteri dell’ormai lontana delibera regionale n. 61 del 2010, potrà finalmente essere applicato e condiviso in tutta la regione con coinvolgimento anche della medicina generale grazie al lavoro svolto dalla Rete endocrino-diabetologica, a sua volta sancita dalla delibera regionale n. 27 del 17 ottobre 2016.

Che cos’è la Rete endocrino-diabetologica?
La Regione Piemonte è sempre stata un’eccellenza nel settore salute, con una estesa capillarizzazione dell’assistenza diabetologica, sia ospedaliera sia territoriale. D’altro lato, la formazione universitaria in endocrinologia da molti anni presenta una organizzazione multidisciplinare tale da far acquisire ai nostri giovani specialisti una preparazione completa sia in campo endocrinologico sia in campo metabolico. Questo background organizzativo e culturale è stato il terreno sul quale si è formata la Rete endocrino-diabetologica e che ne ha permesso il riconoscimento istituzionale. La Rete è, pertanto, la sede in cui è rappresentata tutta l’assistenza endocrino-diabetologica del Piemonte e in cui vengono affrontati e risolti congiuntamente e in forma omogenea in tutto il territorio gli eventuali problemi connessi ai PDTA erogati. Nello specifico, sono stati avviati tavoli tecnici per definire i PDTA relativi a obesità, dislipidemie e patologie tiroidee.

Che cos’è il “cambiamento verso la continuità” che ha indicato quale linea guida del suo mandato?
Il cambiamento vuol dire che la mia presidenza si pone due obiettivi fondamentali, nel rispetto di quanto sino a oggi fatto da AMD: a livello regionale, la definizione e il ruolo dell’endocrino-diabetologo, e a livello societario incrementare il numero di soci con età inferiore ai 45 anni e coinvolgere nelle attività di AMD i soci più giovani già iscritti.

Allora, come definire l’endocrino-diabetologo?
Vediamo il quadro. La scuola di specialità che gran parte di noi ha frequentato è stata in Endocrinologia e malattie metaboliche. Oggi abbiamo la Rete endocrino-diabetologica. Le strutture, complesse e a valenza dipartimentale, si chiamano strutture di endocrinologia e diabetologia, e in esse viene svolta attività relativa ad entrambe le specialità. Per tutto ciò ho pensato di mantenere la collaborazione con la SID ma anche di avvicinarmi ad altre società scientifiche, come l’AME, per condividere cultura e problematiche organizzative e per progettare eventi che contribuiscono alla formazione e alla crescita di questa nuova figura professionale.

Ma con quale ruolo?
A parer mio, con la Rete la nuova organizzazione regionale aumenta ulteriormente l’autorevolezza e la professionalità della diabetologia, allargando gli orizzonti lavorativi a campi di più peculiare pertinenza endocrinologica. Per esempio, l’obesità, malattia del metabolismo, la cui cura richiede professionisti preparati non solo ad affrontare la complessità dei PDTA ma anche all’utilizzo e alla conoscenza dei farmaci innovativi.

Secondo obiettivo: come incrementare il numero di soci giovani?
Ho ripensato a cosa feci io circa venticinque anni fa quando mi iscrissi ad AMD. AMD mi conquistò con i contenuti proposti, non soltanto di “natura prettamente scientifica” ma anche di tipo gestionale ed educativo – con concetti come il team, il team building, la relazione e l’empowerment del paziente, i problemi organizzativi, la gestione dell’ambulatorio. E poi con la metodologia formativa utilizzata dalla Scuola AMD. Per questo ho intenzione di organizzare eventi che facciano conoscere soprattutto ai giovani la vision di AMD e li avvicinino alla metodologia della Scuola AMD. E poi anche di coinvolgerli in prima persona negli eventi programmati. In tal senso la richiesta del presidente nazionale Mannino, di organizzare un evento Scuola AMD in Piemonte, si inserisce perfettamente nelle progettualità ipotizzate.

Ma il cambiamento riguarderà solo l’ambito societario?
No. E mi riferisco soprattutto all’utilizzo ancora non a regime dei farmaci innovativi, come emerge dai dati degli Annali AMD, altro cavallo di battaglia della nostra società scientifica. Dati che impongono una riflessione che necessariamente deve coinvolgere i giovani specialisti per capirne le ragioni e insieme ragionare sull’appropriatezza della prescrizione.


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Alessandro Ozzello – Insieme per riflettere

Dovendo identificare il principale fra gli obiettivi del Direttivo in carica dalla fine del 2015, Alessandro Ozzello, Presidente della Sezione regionale AMD Piemonte-Valle d’Aosta non ha dubbi. Si tratta del primo congresso congiunto AMD-SID in Piemonte.

“Si tratta di un momento importante nella storia della nostra Sezione”, spiega Ozzello, “è un’opportunità per creare sinergie nella ricerca di innovazione nell’assistenza diabetologica. Potremo fondere angoli di osservazione differenti: quello organizzativo e quello scientifico. È un momento importante e stiamo lavorando con SID Piemonte per definire una metodologia condivisa che ci permetta di identificare le attività del congresso”.

Quali sono gli obiettivi del congresso?
C’è un punto di aggregazione, un po’ come il ‘punto di fuga’ di una prospettiva, il punto verso il quale tutte le linee del quadro convergono e sono le attività erogate alle persone con diabete. Vogliamo che il congresso rappresenti un momento di aggregazione e identificazione per specialisti, ospedalieri, universitari o convenzionati in cui l’aggiornamento serva a irrobustire le competenze distintive, conoscenze, capacità e abilità, per lo sviluppo professionale del diabetologo che deve erogare assistenza alle persone e non solo prescrizioni per la malattia.

Queste attività sono riconosciute?
Nel Congresso vogliamo mantenere l’abituale ‘tavola rotonda’ con i rappresentanti istituzionali e delle categorie interessate all’assistenza delle persone con diabete. Bisogna trattare la persona con la malattia in modo realistico, realizzabile, uniforme e misurabile. Il sistema oggi vede solo prestazioni, quelle a nomenclatore previste nei Livelli Essenziali di Assistenza, mentre nella pratica le conoscenze del professionista si declinano in attività per realizzare strategie terapeutiche finalizzate a obiettivi di salute per la persona con la malattia e strategie di popolazione. Le attività che il team diabetologico eroga durante il percorso assistenziale sono molte di più di quanto le prestazioni possono rispecchiare nei flussi informativi.

Ci si pone con forza il tema della appropriatezza…
In ogni attività di assistenza si coniugano appropriatezza clinica e organizzativa. L’obiettivo n. 9 del Piano nazionale della malattia diabetica parla di impiego appropriato di tecnologie sanitarie, siano esse farmaci, dispositivi o percorsi diagnostico terapeutici. Appropriatezza nella prescrizione non vuol dire razionamento. Appropriatezza organizzativa non vuol dire indebolire una o l’altra delle maglie della rete e oggi il sistema in cui le conoscenze si disseminano non sempre rende capaci i professionisti di essere efficaci ed efficienti.

Il Piemonte è stata la prima regione ad applicare la gestione integrata della persona con diabete. A che punto siamo?
È in atto un processo di rimodellamento assistenziale. L’assistenza per il diabete, definito come “condizione clinica” si inserisce nell’ambito dell’assistenza territoriale tutelando la sussidiarietà, cioè l’assistenza necessaria per la domiciliazione delle cure sia in termini di supporto alla persona che alla medicina di base. Questo processo richiede una maggiore interoperabilità dei sistemi informativi sanitari, clinici e amministrativi, per ottenere un ‘cruscotto’ di informazioni che renda efficace la comunicazione tra malato e professionisti coinvolti nella cura, e tracciabile il percorso del paziente anche quando è ospedalizzato. E occorre ribadire il valore dello specialista e dei team nell’erogazione dell’educazione terapeutica, che non è solo addestramento all’uso delle tecnologie sanitarie, siano esse farmaci, dispositivi medici, PDTA. La strada esiste: si tratta di implementare il percorso specialistico diabetologico, che la regione ha riconosciuto con la D.g.r. n. 61-13646 del 22.3.2010, ancora in fase di sperimentazione. Tra le altre cose il Percorso prevede l’educazione all’autogestione come una prestazione correlata all’impiego appropriato delle tecnologie sanitarie.

Con il 2016 si è avviata la discussa normativa regionale sui presidi per l’automonitoraggio…
Non spetta a una società scientifica una valutazione sull’impatto economico della procedura di approvvigionamento e distribuzione di una fornitura. Il contributo professionale degli specialisti che quotidianamente concretizzano l’assistenza diabetologica avrebbe potuto essere e potrà essere maggiormente ascoltato dai decisori nella progettazione di soluzioni assistenziali sostenibili. Esiste un progresso tecnologico nei presidi, esiste una letteratura crescente sulla loro sicurezza ed efficacia. Ma nella concretezza sono le modalità di erogazione – quelle troppo sinteticamente descritte nei materiali e metodi – il vero determinante di successo della cura, di risparmio di salute e di spesa.
Ci sono aspetti come la selezione della tecnologia giusta per ogni singolo paziente, l’addestramento all’uso e educazione all’impiego del dispositivo, la formazione che permette al paziente di affrontare determinate situazioni quotidiane. Il semplice ago, se il paziente non lo sa usare nel modo giusto, se non è stato messo in condizione di usarlo, può causare eventi avversi: non solo lipoipertrofie ma ipoglicemie o iperglicemie.
Ci sono aspetti come ‘l’insegnabilità’ e ‘l’imparabilità’ dei dispositivi medici, come i sistemi di misurazione della glicemia, che impattano fortemente sulla capacità di autogestione del paziente che è la risorsa anche economicamente più importante del sistema sanitario. Questi elementi devono essere tenuti presenti quando si tratta di erogare dalla semplice penna fino al sistema di supporto alle decisioni terapeutiche, come ad esempio e non solo i suggeritori di bolo, e vanno valutati per “l’accessibilità” della prestazione e non la sola “rimborsabilità” dei dispositivi.


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Presidenza, Consiglio, Referenti

Presidente

Anna Rosa Bogazzi
SSVD Malattie endocrine e diabetologia – ASL TO3
Cell. 3333403490
Email: anna.bogazzi63@gmail.com

Vice presidente

Maria Chantal Ponziani
SSD Diabetologia e malattie metaboliche – ASL NO
Tel. 0332516486
Email: mchantal.ponziani@gmail.com

Consiglieri

Marco Buschini
Diabetologo – Oleggio Castello (NO)
Cell. 3351001032
Email: marcobuschini@tiscali.it

Maria Angela Seardo
SC Diabetologia ed endocrinologia – ASL Città di Torino
Cell. 3664759109
Email: maffi@email.it

Fabiana Di Noi
SSD Diabetologia ed endocrinologia – ASL CN1
Cell. 3358226339
Email: fabi_dinoi@yahoo.it

Tesoriere

Enrico Gabellieri
SC Diabetologia ed endocrinologia – ASO Ss Antonio e Biagio – Alessandria
Cell. 3474695249
Email: enricogabellieri@libero.it

Segretaria

Mara Steffanini
SSD Diabetologia e malattie metaboliche – ASL NO
Cell. 3351458283
Email: steffaninimara@libero.it

Referente pagina web

Riccardo Fornengo
SSD Diabetologia e malattie metaboliche – ASLTO4 – Chivasso (TO)
Cell. 3356074500
Email: riccardo_fornengo@yahoo.it

Presidenza, Consiglio, Referenti

Presidente

Alessandro Ozzello
SSVD Diabetologia
PO Pinerolo ASL TO3
Tel. 0116333668 – 3293823663
Email: aozzello@aslto3.piemonte.it

Vice presidente

Anna Rosa Bogazzi
SSVD Diabetologia ASL TO3
Cell. 3333403490
Email: anna.bogazzi63@gmail.com

Segretario

Riccardo Fornengo
SSD Diabetologia e malattie metaboliche, ASLTO4 – Chivasso (TO)
Cell. 3356074500
Email: riccardo_fornengo@yahoo.it

Consiglieri

Marco Buschini
SSVD Diabetologia e malattie metaboliche ASL NO
Cell. 3351001032
Email: marco.buschini@asl.novara.it

Alessandra Clerico
SC Malattie metaboliche e diabetologia
ASL TO 1
Tel. 3474241346
Email: ale.clerico@libero.it

Francesco Malvicino
SSVD Endocrinologia e malattie metaboliche
AO SS Antonio e Biagio – Alessandria
Tel. 3381646268
Email: fmalvicino51@gmail.com

Tecla Marchese
SC Diabetologia e malattie metaboliche ASLTO5 – Chieri (TO)
Tel. 01194293312 – Cell.: 3687129763
Email: marchesetecla@gmail.com

Francesco Romeo
SC Malattie metaboliche e diabetologia ASL TO 5 – Chieri (TO)
Tel. 01194293312 – 3470942152
Email: romeo.franc@libero.it

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