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COMUNICAZIONE DELLA PRESIDENZA AMD – EVENTI AL CONGRESSO ADA 2026

Care Socie, cari Soci,

avrete certamente appreso, nei giorni scorsi, di quanto accaduto a New Orleans in occasione delle scientific sessions dell’American Diabetes Association: alcuni ricercatori – tra cui l’Editor in Chief di Diabetes Care, rivista scientifica della stessa associazione, e un suo Past President – sono stati allontanati dalla sede congressuale mentre distribuivano un editoriale, pubblicato sulla stessa rivista dell’ADA, che esprimeva preoccupazione per le politiche dell’amministrazione statunitense in materia di finanziamento alla ricerca biomedica.

Con questa nota, AMD non intende assumere alcuna posizione politica, né entrare nel merito di azioni che attengono a un Paese che non è il nostro, e di cui rispettiamo pienamente l’indipendenza. Vi è però un piano che precede e trascende ogni confine nazionale, e che riteniamo doveroso richiamare: la libertà della ricerca e la sua promozione – tanto più nel campo medico – non possono essere un terreno di disimpegno: la capacità di una società di conoscere, curare e progredire dipende dalla scienza, e un ordinamento che abbia a cuore il benessere dei propri cittadini non può perciò considerarne la promozione un’opzione tra le altre. Per questo, ferma restando la cautela sul merito specifico della vicenda, riteniamo doveroso affermare un principio generale: ovunque e a qualunque latitudine, l’eventuale compressione della libertà e delle possibilità della scienza – da parte di qualunque autorità o potere – rappresenta un danno che preoccupa AMD, e che non può non preoccupare qualsiasi società scientifica. La fatica della scienza è del resto sempre più uno sforzo globale, che impegna l’intera comunità scientifica internazionale: per questo, un segnale di difficoltà o di rallentamento che provenga da un qualsiasi Paese – e tanto più da uno che esprime una delle comunità diabetologiche più importanti e avanzate al mondo – è un allarme concreto per tutta la diabetologia mondiale, e dunque anche per AMD.

Vi è poi la questione che più ci interpella come medici. Una ricerca rallentata, sottofinanziata o in altro modo ostacolata significa, concretamente, terapie che non arrivano, sperimentazioni che ritardano o si interrompono, opzioni di cura che non vengono sviluppate a beneficio di chi, oggi, non risponde alle terapie disponibili o non vi ha accesso. Nel nostro campo lo sappiamo bene: ogni avanzamento nella comprensione e nel trattamento del diabete – dalla prevenzione alla gestione delle complicanze – è il frutto di programmi di ricerca lunghi, costosi e continuativi, che proprio la complessità e la lunga durata rendono fragili di fronte a interruzioni e ripensamenti. Ma il conto di una ricerca ostacolata lo pagano i pazienti, ed è per loro, ben prima che per noi, che questa preoccupazione ci riguarda da vicino.

Da qui discendono tre convinzioni che AMD ribadisce con fermezza. La prima è l’importanza di una ricerca libera e indipendente, che possa orientarsi secondo il merito scientifico e non secondo priorità a esso estranee. La seconda è la consapevolezza che la ricerca non si fa senza risorse: senza finanziamenti adeguati, stabili e governati con criteri di valore scientifico, anche la migliore comunità di studiosi è destinata all’impotenza. La terza è il valore del libero confronto, anche e soprattutto fra opinioni differenti. Il contraddittorio non può mai essere un incidente da gestire, ma la forma e il metodo attraverso cui la scienza vive e progredisce.

Che tutto ciò sia accaduto in occasione di uno dei più importanti congressi mondiali del nostro ambito ci preoccupa. Pertanto, AMD continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della situazione, riaffermando in ogni sede il valore della libertà della ricerca, del confronto aperto e dell’investimento nella scienza come condizioni essenziali per il progresso della medicina e la tutela delle persone con diabete.

A tutte Voi e a tutti Voi, il mio saluto più cordiale,

Salvatore De Cosmo
Presidente Associazione Medici Diabetologi

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