Chi è a rischio di ipoglicemia? Conoscere per prevenire…
A cura di Olimpia Iacono
16 febbraio 2026 (Gruppo ComunicAzione)
Definizioni
L’ipoglicemia è una riduzione dei livelli di glucosio nel sangue e rappresenta una delle principali complicanze del diabete mellito trattato con insulina o con alcuni farmaci orali. L’ipoglicemia può essere classificata in tre livelli:
- Livello 1: valori compresi tra 54 e 70 mg/dl, con sintomi “adrenergici” (cioè dovuti al rilascio di adrenalina) come tremori, sudorazione, fame.
- Livello 2: inferiori a 54 mg/dl, con sintomi “neuroglicopenici” (cioè sintomi neurologici da privazione di zuccheri) che richiedono intervento immediato.
- Livello 3: episodio grave con alterazione dello stato mentale o fisico che richiede aiuto da altri, indipendentemente dai valori della glicemia.
Se asintomatica, si parla di ipoglicemia “inavvertita”.
La frequenza del problema
Nonostante i progressi terapeutici, l’ipoglicemia rimane un problema comune, soprattutto nel diabete tipo 1, con circa 2 persone su 3 che sperimentano almeno un episodio grave ogni anno. Episodi ripetuti aumentano il rischio di problemi cognitivi, cardiovascolari, morte improvvisa e riducono la capacità di percepire i sintomi (cioè di incorrere in ipoglicemia inavvertita).
Per questi motivi è fondamentale identificare i fattori di rischio dell’ipoglicemia, al fine di migliorare la prevenzione e rendere le terapie più sicure e personalizzate.
I risultati della ricerca
Una recente revisione sistematica della letteratura ha analizzato gli studi pubblicati fino a dicembre 2024 sui fattori di rischio dell’ipoglicemia negli adulti con diabete tipo 1.
Nel complesso sono stati esaminati 35 possibili fattori di rischio per l’ipoglicemia, di cui 18 sono stati analizzati in modo approfondito perché supportati da più studi e coerenti con le conoscenze cliniche attuali. Nove fattori sono risultati significativamente associati a un aumento del rischio di ipoglicemia:
- Durata del diabete: chi convive con la malattia da più di 20 anni ha un rischio fino a tre volte maggiore rispetto a chi ha meno di 10 anni di diabete. Ogni 10 anni aggiuntivi di malattia, il rischio aumenta ulteriormente.
- Precedenti episodi di ipoglicemia: è uno dei fattori più importanti, indipendentemente dalla durata del diabete o dal controllo della glicemia.
- Fumo di sigaretta.
- Nefropatia diabetica: i dati sono contrastanti. Alcuni studi mostrano un rischio ridotto, probabilmente perché i medici adeguano le dosi di insulina nelle persone con funzione renale ridotta; altri studi indicano invece un aumento del rischio legato alla ridotta clearance dell’insulina nelle persone con insufficienza renale cronica.
- Neuropatia diabetica: il rischio aumenta perché il danno ai nervi compromette la percezione dei sintomi e le risposte compensatorie all’ipoglicemia.
- Dosi elevate di insulina: gli studi hanno mostrato che dosi elevate di insulina (≥0,5 U/kg/die) aumentano il rischio e che ogni piccolo incremento della dose può aumentare il rischio di ipoglicemia, per esempio un aumento di 0,1 U/kg/die può comportare un incremento del rischio del 14%.
- Uso di più iniezioni giornaliere.
- Ridotta o assente percezione dell’ipoglicemia.
Tali fattori di rischio possono guidare la gestione futura dell’ipoglicemia. Tuttavia, alcuni limiti nei criteri con i quali sono stati inseriti i soggetti negli studi e nei metodi di analisi statistica hanno impedito di svolgere un approfondimento completo su alcune variabili. Sono necessari studi condotti su più centri e su molti più soggetti (su larga scala) per convalidare tali fattori di rischio, supportarne il riconoscimento in ambito clinico e le strategie da attuare per prevenire l’ipoglicemia.
Risk factors for hypoglycaemia in adults with type 1 diabetes: a systematic review and meta-analysis
BMC Endocr Disord 2025 Dec 25;26(1):21


