Rimetti in riga il prediabete e il cuore ti ringrazia: una nuova strategia di prevenzione cardiovascolare
A cura di Giuseppe Frazzetto
10 marzo 2026 (Gruppo ComunicAzione)
Introduzione
Il prediabete, di cui la resistenza alla insulina è un tratto distintivo, è associato all’aumento del rischio di malattie cardiovascolari aterosclerotiche, insufficienza cardiaca e morte prematura. Nelle persone con prediabete prevenire l’evoluzione verso la malattia diabetica richiede un approccio multidisciplinare, che includa la promozione di una dieta sana e una maggiore attività fisica. Come suggerito da studi recenti, un approccio innovativo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari potrebbe essere rappresentato dal raggiungimento della remissione del prediabete, ovvero il ripristino di una normale regolazione del glucosio. Quale, quindi, potrebbe essere l’impatto della normalizzazione della glicemia sulla mortalità cardiovascolare?
Cosa sappiamo
Il prediabete è una condizione metabolica intermedia tra la normoglicemia e il diabete tipo 2 caratterizzata – secondo i criteri della American Diabetes Association – da un’aumentata glicemia a digiuno (100-125 mg/dl), da ridotta tolleranza glucidica (glicemia a 2 ore, dopo l’assunzione di glucosio in una curva da carico di glucosio, compresa tra 140 e 199 mg/dl) e/o da una emoglobina glicata compresa tra 5,7 e 6,4%. Ed è anche nota l’associazione con un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e insufficienza cardiaca.
Interventi multidisciplinari sullo stile di vita, tra cui dieta e attività fisica, mirati alla perdita di peso corporeo, sono raccomandati per la gestione del prediabete, sebbene il loro impatto a lungo termine sugli esiti cardiovascolari rimanga poco chiaro.
È stato dimostrato che il ripristino di una normale regolazione del glucosio (anche detto remissione del prediabete) riduce significativamente il rischio futuro di diabete tipo 2 oltre il periodo di intervento sullo stile di vita. L’ obiettivo, a oggi, è indagare se la remissione del prediabete si associ a una minore incidenza di morte cardiovascolare o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca rispetto alla non remissione, con un effetto sostanziale anche a lungo termine.
Lo studio
Sono state recentemente condotte e pubblicate, sulla rivista Lancet Diabetes Endocrinology, le analisi a posteriori di due studi di riferimento sulla prevenzione del diabete: lo studio statunitense Diabetes Prevention Program Outcome Study (DPPOS) e lo studio cinese DaQing Diabetes Prevention Outcome Study (DaQingDPOS). Gli effetti della remissione del prediabete sono stati valutati utilizzando i criteri dell’American Diabetes Association dopo 1 anno (DPPOS) o 6 anni (DaQingDPOS) di intervento. Nel primo studio, che includeva 2402 persone con prediabete, dopo 1 anno di intervento sullo stile di vita, l’11,4% dei partecipanti raggiungeva normali livelli di glicemia. Nel DaQingDPOS, che includeva 540 partecipanti, il 13,3% conseguiva la remissione dopo 6 anni di intervento.
In particolare, l’obiettivo principale dei due studi era il tasso di morte cardiovascolare e/o di ospedalizzazione per scompenso cardiaco, nell’arco di 20 anni (studio DPPOS) e di 30 anni (studio DaQingDPOS). Entrambi gli studi hanno documentato una significativa riduzione degli eventi cardiovascolari nelle persone che avevano raggiunto la remissione del prediabete rispetto a coloro i quali non l’avevano raggiunta.
Nello studio DPPOS, nel gruppo che andava incontro a remissione gli eventi cardiovascolari si verificavano in meno di 2 persone ogni mille all’anno. Allo stesso modo, nello studio DaQuingDPOS si osservava, nell’arco di 30 anni, una riduzione della mortalità cardiovascolare del 49% nelle persone la cui glicemia veniva normalizzata. E nello studio viene messo in luce come, tra i meccanismi fisiopatologici alla base della remissione e dell’associato ridotto rischio cardiovascolare, vi fosse – oltre al calo ponderale – una migliore sensibilità insulinica insieme a un decremento del tessuto adiposo viscerale e dei livelli di infiammazione.
Implicazioni attuali e future nel mondo della salute
I risultati delle suddette analisi relative alla prevenzione del diabete suggeriscono, quindi, che in persone che presentino una condizione di prediabete il conseguimento di una normale regolazione del glucosio si correli a un minor rischio di morte cardiovascolare e di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca, nonché di mortalità per tutte le cause. Inoltre, documentano che l’effetto di riduzione della mortalità cardiovascolare, in tale contesto, permanga per i decenni successivi all’intervento sul prediabete.
Pertanto, i dati delle analisi dei due studi di riferimento supporterebbero l’inclusione della remissione del prediabete quale obiettivo terapeutico per la prevenzione del diabete tipo 2 con beneficio a lungo termine, e della prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari.
Prediabetes remission and cardiovascular morbidity and mortality: post-hoc analyses from the Diabetes Prevention Program Outcome study and the DaQing Diabetes Prevention Outcome study
Lancet Diabetes Endocrinol 2026 Feb;14(2):137-48


