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Contare il tempo invece delle calorie: trial clinico randomizzato sull’effetto dell’alimentazione a tempo limitato, rispetto alla restrizione calorica, sul calo ponderale in adulti con diabete 2

Punti chiave

Domanda: Negli adulti con diabete tipo 2 risulta più efficace, per il calo ponderale e la riduzione dei livelli di HbA1c, alimentarsi durante una limitata finestra temporale (TRE, time-restricted eating) senza conteggiare le calorie, rispetto a un approccio con restrizione calorica (CR, calorie restriction)?

Risultati: È stato pubblicato uno studio randomizzato, della durata di 6 mesi, che ha coinvolto 75 adulti diabete tipo 2: per il calo ponderale il TRE di 8 ore (alimentarsi dalle 12 alle 20, senza conteggio delle calorie) si è rivelato più efficace della restrizione calorica (25% di restrizione energetica giornaliera), rispetto al gruppo di controllo. L’HbA1c è diminuita nel TRE (-0,91%) e nel CR (-0,94%) rispetto ai controlli, tuttavia senza differenze fra i gruppi TRE e CR. I partecipanti al gruppo TRE hanno riferito di aver trovato il loro schema alimentare più facile da seguire rispetto a quelli del gruppo CR, con una migliore aderenza.

Significato: I risultati dello studio suggeriscono che un’alimentazione che limiti il tempo di assunzione del cibo, anziché il numero di calorie consumate nella giornata, possa essere una efficace strategia, alternativa alla restrizione calorica, per ridurre il peso corporeo e i livelli di HbA1c nel diabete tipo 2, consentendo ai pazienti di continuare a consumare cibi familiari e senza richiedere un complicato conteggio delle calorie.


A cura di Gabriella Garrapa

23 novembre 2023 (Gruppo ComunicAzione) – La restrizione calorica (CR, calorie restriction) è generalmente incoraggiata come prima linea terapeutica per aiutare le persone con diabete tipo 2 (DT2) per raggiungere i propri obiettivi di gestione del peso corporeo e target glicemici. Tuttavia, molti pazienti trovano difficile aderire alla CR perché l’apporto calorico deve essere attentamente monitorato ogni giorno. Un approccio differente ed emergente limita il tempo di assunzione del cibo anziché il numero di calorie consumate: questa dieta è chiamata alimentazione a tempo limitato (TRE, time-restricted eating) e prevede il confinamento dell’assunzione giornaliera di cibo per 6-10 ore e il digiuno per le restanti ore.

Limitare la finestra temporale dell’alimentazione a 6-10 ore nella giornata riduce naturalmente l’apporto energetico di 200-500 kcal/die; inoltre, poiché la TRE consente agli individui di autoselezionare gli alimenti e di mangiare liberamente durante gran parte della giornata, l’adesione rimane elevata fino a 12 mesi. Pertanto, si ipotizza che una alimentazione a tempo limitato (TRE) possa essere un’alternativa interessante alla CR per il calo ponderale nelle persone con DT2.

JAMA Network Open ha recentemente pubblicato uno studio clinico randomizzato a gruppi paralleli, della durata di 6 mesi, condotto fra il 25 gennaio 2022 e il 1° aprile 2023 presso l’Università dell’Illinois a Chicago. La ricerca ha arruolato 75 persone con obesità e DT2, un’età di 55 ± 12 anni, BMI medio 39 ± 7 kg/m2, HbA1c 8,1 ± 1,6%, 71% donne.

I partecipanti sono stati randomizzati in tre gruppi:

  • primo gruppo: in TRE di 8 ore (alimentandosi dalle 12 alle 20, senza conteggio delle calorie e restrizioni sulla tipologia o sulle quantità di cibo consumato, e durante la finestra di digiuno di 16 ore i partecipanti sono stati incoraggiati a bere molta acqua ed era consentito consumare bevande analcoliche);
  • secondo gruppo: con CR (restrizione energetica del 25% al giorno);
  • terzo gruppo: di controllo (ai cui membri è stato chiesto di mantenere il loro peso, di mangiare e di fare esercizio fisico secondo le loro abitudini).

L’outcome primario era la variazione ponderale al sesto mese, quelli secondari includevano i cambiamenti nei livelli di HbA1c e i fattori di rischio metabolici, quali profilo lipidico e pressione arteriosa.

Dopo 6 mesi, a fronte di una riduzione media dell’apporto energetico di -313 kcal/die per TRE (riduzione spontanea), -197 kcal/die per CR e -16 kcal/die per i controlli, il peso è diminuito significativamente nel gruppo TRE (-3,56% [IC 95%, da -5,92 a -1,20%]; p = 0,004) ma non nel gruppo CR (-1,78% [IC 95%, da -3,67 a 0,11%]; p = 0,06), rispetto ai controlli. Tuttavia, sia TRE sia CR avevano avuto riduzioni comparabili della circonferenza della vita ma non della massa magra o massa grassa viscerale (valutata con DEXA (dual-energy x-ray absorptiometry) rispetto ai controlli.

Ancora: il BMI è risultato diminuito nel gruppo TRE al mese 6 ma non nel gruppo CR, rispetto ai controlli; l’HbA1c era diminuita nel TRE (-0,91% [IC al 95%, da -1,61 a -0,20%]) e CR (-0,94% [IC al 95%, da -1,59 a -0,20%]) -0,30%]) rispetto ai controlli, senza differenze tra i gruppi TRE e CR; e il tempo nel rangeeuglicemico (TIR, time in range), misurato con monitoraggio in continuo, la pressione arteriosa e i livelli dei lipidi plasmatici non differivano fra i gruppi. Infine, non sono stati segnalati eventi avversi gravi e i casi di ipoglicemia e iperglicemia erano confrontabili fra i gruppi; tuttavia, per le persone in terapia con sulfaniluree e/o insulina, l’adozione del regime TRE aveva richiesto modifiche dei farmaci e un monitoraggio regolare, in particolare nelle fasi iniziali della dieta. Va inoltre specificato che nel gruppo TRE rispetto al CR c’era un utilizzo più frequente di farmaci favorenti il calo ponderale (GLP-1 RA e SGLT-2i).

Il gruppo TRE ha riferito una aderenza allo schema alimentare per l’87% dei giorni nell’arco dei 6 mesi, nel gruppo CR il 68% dei partecipanti ha riferito di aver rispettato gli obiettivi calorici prescritti durante il periodo. I partecipanti al gruppo TRE hanno inoltre confermato di aver trovato il loro schema alimentare più facile da seguire rispetto a quelli del gruppo CR: contare il tempo invece delle calorie potrebbe aver rafforzato l’aderenza generale e il calo ponderale nel gruppo TRE.

Nelle conclusioni gli autori affermano che il loro studio clinico randomizzato, pur con dei limiti metodologici, ha mostrato che per il calo ponderale e la riduzione dei livelli di HbA1c, una TRE di 8 ore senza contare le calorie è una efficace strategia dietetica, alternativa rispetto alla restrizione calorica con conteggio delle calorie, in un campione di adulti con DT2 e obesità. Tali risultati dovranno essere confermati da RCT più ampi e con follow-up più lungo.


JAMA Network Open 2023;6(10):e2339337

PubMed


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