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Diabete No Grazie

Frutta e diabete: un mito da sfatare?

Uno studio osservazionale cinese dice che un consumo regolare di frutta fresca può diminuire il rischio di sviluppare il diabete e ritardare lo sviluppo di complicanze vascolari.
A cura di Francesco Romeo

Nelle persone con diabete, un consumo regolare di frutta fresca sembra associarsi a una minore incidenza della malattia e a una riduzione del rischio di sviluppare complicanze vascolari: sono queste le conclusioni di uno studio osservazionale cinese recentemente pubblicato.

I benefici delle diete a base di frutta e verdure fresca nella popolazione generale sono stati ampiamente documentati; rimangono tuttavia dubbi sul fatto che il quantitativo di zucchero (fruttosio) presente nella frutta possa aumentare i rischi di sviluppare diabete e favorire lo sviluppo di complicanze vascolari.

Nello studio cinese i ricercatori hanno seguito quasi 500.000 persone per circa 7 anni, documentando i nuovi casi di diabete e registrando il verificarsi di malattie cardiovascolari e morte nelle persone con diabete preesistente.

Nel complesso, il 18,8% dei partecipanti ha riferito un consumo giornaliero di frutta fresca, mentre il 6,4% ha dichiarato di non consumare mai frutta fresca. La percentuale di non consumatori è stata circa tre volte superiore nei pazienti con diabete precedentemente diagnosticato rispetto a quelli con diabete riscontrato durante la ricerca o senza diabete.

I ricercatori hanno concluso che le persone che hanno riportato un consumo regolare di frutta fresca hanno avuto un rischio più basso di sviluppare il diabete. Nelle persone affette da diabete, il consumo più elevato di frutta fresca è stato associato a un minore rischio di mortalità e minori rischi di complicanze vascolari. Questi dati, senz’altro interessanti, vanno comunque sempre considerati nel contesto dei limiti dello studio osservazionale.

Fresh fruit consumption in relation to incident diabetes and diabetic vascular complications: A 7-y prospective study of 0.5 million Chinese adults
PLoS Med 217;14(4): e1002279