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Diabete No Grazie

Strategie per promuovere l’attività motoria: le dritte per i decisori

Un documento intitolato: Strategie per promuovere l’attività motoria e l’esercizio fisico allo scopo di prevenire e curare obesità e diabete di tipo 2 contiene interessanti ‘dritte’ a tutti i decisori che nel mondo della scuola, della salute, negli enti locali e in mille altri contesti possono contribuire a creare un contesto che motiva a fare attività fisica.
Ne parliamo con Pierpaolo De Feo

È intitolato Strategie per promuovere l’attività motoria e l’esercizio fisico allo scopo di prevenire e curare obesità e diabete di tipo 2 ed è un documento di consenso elaborato al termine della prima Diabesity prevention conference tenuta a Roma nel novembre 2013 e organizzata dalla Italian Wellness Alliance, dalla Società Italiana dell’Obesità e dall’Italian Barometer Diabetes Observatory.

La versione inglese del documento è stata inserita nel sito web della World Ncd Alliance (http://www.ncdalliance.org/national-alliances-resources) come documento utile per la prevenzione delle patologie croniche non trasmissibili.

Clicca qui per scaricare una copia del documento: STRATEGIE-PER-PROMUOVERE-LATTIVITA-MOTORIA.

Il documento di consenso è firmato da due medici: l’endocrinologo Pierpaolo De Feo (Università di Perugia) e l’obesiologo Paolo Sbraccia (Università di Roma 2) ma, sorpresa, nel panel di esperti che lo ha prodotto i medici sono in minoranza 12 su 28. Sono invece presenti sportivi, politici, rappresentanti del Coni e perfino un architetto e una psicologa.

Il documento infatti, come spiega Pierpaolo De Feo a Diabete No Grazie, si rivolge al di fuori della comunità medica: amministratori, urbanisti, manager dello sport soprattutto non professionistico e insegnanti così come il Volontariato nel suo insieme possono fare molto per creare un contesto favorevole alla pratica dell’esercizio fisico. Come? Il documento, scritto in modo assai semplice, elenca molte decine di strategie.

 

Non è questione di soldi

Un simile livello di dettaglio si riscontra nelle iniziative proposte per coinvolgere la famiglia, per rendere il contesto urbano motivante all’esercizio fisico, per facilitare l’attività motoria all’interno dei luoghi di lavoro e per promuovere l’attività motoria nel tempo libero e nelle vacanze.
Il documento prende in esame anche lo sport e la salute ma come si vede gli autori sono ben coscienti che le leve da muovere sono soprattutto altre. Una sola obiezione non può essere mossa a queste indicazioni: la mancanza di denaro. Il documento termina con una frase scritta in grassetto e in grandi caratteri: “I dati della letteratura scientifica consentono di affermare che le politiche di promozione dell’attività fisica a scopo salutare) hanno un effetto costo efficacia e costo beneficio vantaggioso, creano quindi ricchezza e benessere per le nazioni che le adottano”. Non veniteci quindi a parlare di Maastricht o di Fiscal compact!