Differenze di genere nell’ipoglicemia nel diabete tipo 1 e tipo 2 trattato con insulina: lo studio Hypo-METRICS
Punti chiave
Domanda: L’ipoglicemia si presenta differentemente tra gli uomini e le donne con diabete tipo 1 e diabete tipo 2 insulino-trattato?
Risultati: I partecipanti di uno studio osservazionale trasversale (274 con diabete tipo 1 e 321 con diabete tipo 2) hanno indossato, per una durata di 10 settimane, dispositivi CGM in cieco e hanno registrato i loro sintomi di ipoglicemia in tempo reale utilizzando un’app Hypo-METRICS personalizzata. Non ci sono state differenze di genere nel tempo speso in ipoglicemia (p <0,05), tuttavia le donne, rispetto agli uomini, sono risultate più spesso sintomatiche in entrambe le coorti (4,3 vs 3,3 episodi/settimana nella coorte di persone con diabete tipo 1 [p <0,003] e 1,4 vs 1 episodi/settimana nella coorte di persone con diabete tipo 2 [p <0,006)]. Nella coorte di persone con diabete tipo 1, le donne hanno manifestato uno spettro più ampio di sintomi, comprendendo quelli sia autonomici sia neuroglicopenici. La confusione mentale è stata riportata solo nello 0,9% delle donne e nel 2,3% degli uomini. Nel diabete tipo 2, in entrambi i sessi, sono stati riportati combinazioni di sintomi variabili, mentre la confusione isolata non è stata proprio riportata nelle donne e soltanto nello 0,3% degli episodi sperimentati da uomini.
Significato: Nonostante l’esposizione all’ipoglicemia, in base ai dati del CGM, sia stata simile, esiste una differenza di genere nell’esperienza di ipoglicemia intesa come spettro di sintomi; i meccanismi sottostanti, ormonali o non, sono ancora da esplorare.
7 luglio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – A cura di Marta Seghieri
CHE COSA SI SA GIÀ? Le linee-guida riconoscono tre livelli di ipoglicemia: livello 1, glucosio <70 mg/dl; livello 2, glucosio <54 mg/dl; e livello 3, ipoglicemia severa con necessità di assistenza.
Classicamente, i sintomi dell’ipoglicemia possono essere classificati come: autonomici, adrenergici o colinergici, o neuroglicopenici. Studi sperimentali, su persone con diabete tipo 1 (DT1), hanno evidenziato differenze nelle risposte ipoglicemiche fra i sessi, con una minore risposta ormonale controregolatoria nelle donne rispetto agli uomini negli studi di clamp glicemico, ma sovrapponibile risposta autonomica. Tuttavia, dati riguardanti l’associazione tra genere e ipoglicemia negli studi real-word sono relativamente scarsi.
QUALI SONO LE NUOVE EVIDENZE? Un recente studio osservazionale multicentrico europeo, Hypo-METRICS (Hypoglicaemia MEasurement, ThResholds and ImpaCtS), pubblicato da Aisling McCarthy (Dept. of Medicine, University College Dublin, Dublin, Ireland) e colleghi su Diabetologia e della durata di 10 settimane, ha confrontato i dati relativi alle ipoglicemie self-reported (PRH, person-reported hypoglycaemia) con quelli derivanti da dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM, continuous glucose monitor) in due coorti di persone con DT1 (n = 274) e diabete tipo 2 (DT2; n= 321). Nonostante i tassi di ipoglicemia rilevati dal sensore (SDH, sensor-detected hypoglycaemia) complessivamente simili tra donne e uomini ai vari gradi (43 vs 38%, p = 0,11 nel livello 1; 50 vs 44% p = 0,69 nel livello 2), le donne hanno riportato un’incidenza maggiore di PRH sintomatica corrispondente al livello 2 (<54 mg/dl) in una popolazione in cui l’87% delle persone indossava un CGM.
I ricercatori suggeriscono che tali dati possano essere ascrivibili alla maggiore consapevolezza interocettiva e health literacy che sembrano caratterizzare il sesso femminile. Inoltre, il tono estrogenico parrebbe avere effetti modulatori sulla risposta del sistema nervoso centrale all’ipoglicemia contribuendo a smorzare la reazione controregolatoria nelle donne rispetto agli uomini. Vi sono evidenze che tali differenze svaniscano nelle donne in postmenopausa, suggerendo che l’esperienza dell’ipoglicemia vari con l’avanzare dell’età.
Parallelamente, nello studio di McCarthy e colleghi è stato documentato che le donne manifestano un profilo sintomatologico differente rispetto agli uomini. In particolare, nella coorte di persone con DT1, nel sesso femminile sono state presenti più combinazioni tra sintomi autonomici e neuroglicopenici; in entrambi i sessi il sintomo isolato meno riportato era la confusione, mentre la fame era il più frequente.
Nella coorte di persone con DT2, si è osservata una maggiore eterogeneità nelle combinazioni di sintomi rispetto a quanto osservato nella coorte di persone con DT1. Una risposta diversa e anticipata, in termini di comparsa di sintomi, potrebbe – osservano i ricercatori – essere determinata dal fatto che la risposta controregolatoria risulta più conservata rispetto alle persone con DT1.
Si è infine osservata una minore differenza, in termini di sintomi ipoglicemici, tra donne e uomini. Ciò potrebbe essere in parte attribuibile alla composizione della coorte di persone con DT2 e al fatto che i sintomi percepiti di ipoglicemia sembrano differire meno tra i sessi nelle donne in postmenopausa rispetto agli uomini.
LUCI E OMBRE DELLA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA. I punti di forza dello studio in oggetto, pur trattandosi di un’analisi post-hoc, includono il fatto che si basa su un ampio studio multicentrico e multinazionale, in cui uomini e donne erano ben bilanciati. Tali dati sono unici in quanto, confrontando SDH con PRH, permettono di intercettare l’esperienza percepita di ipoglicemia dal soggetto a fronte della sua obiettiva documentazione (SDH). Inoltre, utilizzando valutazioni istantanee e in tempo reale, tramite l’app personalizzata Hypo-METRICS, si riduce il recall bias.
Tuttavia, tra i limiti dello studio, vi è una popolazione non rappresentativa della multietnicità (prevalentemente bianchi europei) e anche delle varie fasce d’età, con dati più limitati in quella più avanzata.
COMMENTO E SPUNTI PER LA PRATICA CLINICA. Vi sono sempre più prove che suggeriscono che le differenze di genere svolgano un ruolo nella gestione delle malattie croniche, incluso il diabete. È interessante osservare come ciò non riguardi solo il profilo cardiovascolare ma anche aspetti diversi come l’ipoglicemia e le sue manifestazioni. Ancora più affascinante sarà approfondire quale tipo di modulazione ormono-mediata si verifichi anche nell’attivazione del sistema nervoso centrale o simpatico giustificando tali differenze.
LEGGI E SCARICA L’ARTICOLO ORIGINALE: Diabetologia 2026 Jun 20. Online ahead of print
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