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Effetto della terapia combinata atorvastatina 10 mg + ezetimibe 10 mg rispetto alla terapia con sola atorvastatina 40 mg sull’aterosclerosi coronarica

Punti chiave

Domanda: A parità di riduzione del colesterolo LDL è meglio trattare la placca aterosclerotica con statina a elevata potenza ad alto dosaggio o con statina a elevata potenza ma a basso dosaggio associata ad ezetimibe?

Risultati: In questo studio condotto su un numero non elevato di pazienti non sono emerse differenze tra l’uso degli alti dosaggi e l’uso di una terapia combinata nella riduzione del colesterolo LDL e nella regressione delle placche aterosclerotiche coronariche.

Riflessione: Questo studio non ha quindi dimostrato alcun effetto “aggiuntivo” dell’ezetimibe sulla placca ateromasica; la scelta di un’associazione tra ezetimibe e statina ad alta potenza ma basso dosaggio resta tuttavia un’opzione terapeutica efficace e in alcuni pazienti meglio tollerata.


A cura di Alessandra Clerico

26 luglio 2021 (Gruppo ComunicAzione) – Restano ancora incertezze sul possibile vantaggio del trattamento combinato statina + ezetimibe rispetto al trattamento con sola statina ad elevato dosaggio oltre che sulla riduzione del colesterolo LDL anche sulla aterosclerosi coronarica e sugli outcome clinici.

Lo scopo di un recentissimo studio coreano in via di pubblicazione sull’American Journal of Cardiology è stato di definire se vi siano delle differenze negli effetti delle due tipologie di terapia, in particolare sull’aterosclerosi coronarica con stenosi intermedia.

41 pazienti con angina stabile sottoposti a coronarografia sono stati randomizzati a ricevere o una terapia combinata di atorvastatina 10 mg + ezetimibe 10 mg (ATO10/EZE10) o una terapia con sola atorvastatina 40 mg (ATO40). Le lesioni coronariche intermedie sono state valutate utilizzando la NIRS-IVUS (ecografia intravascolare con spettroscopia del vicino-infrarosso, near-infrared spectroscopy-intravascular ultrasonography), tecnica in grado di quantificare con precisione la presenza di lipidi nel core della placca e associarla ad altre caratteristiche quali le dimensioni del lume e l’architettura della placca.

Le placche sono state valutate con NIRS-IVUS in 37 pazienti al baseline e a distanza di 12 mesi. L’endpoint primario era la percentuale di volume dell’ateroma (PAV, percent atheroma volume).

I livelli medi di colesterolo LDL si sono significativamente ridotti del 40% nel gruppo ATO10/EZE10 (n = 18, da 107 a 61 mg/dl) e del 38% nel gruppo ATO40 (n = 19, da 101 a 58 mg/dl) rispetto al basale, senza differenze significative tra i due gruppi. La variazione della PAV è stata del -2,9% nel gruppo ATO10/EZE10 e del -3,2% nel gruppo ATO40. La differenza media con IC al 95% nella variazione della PAV tra i due gruppi è stata di 0,5% (-2,4/2,8%), dato che non superava il limite predefinito di non inferiorità del 5%. E per entrambi i gruppi di trattamento non si è riscontrata una significativa riduzione del core lipidico della placca.

Tali risultati hanno quindi indotto gli autori a concludere che la terapia con ATO10 + EZE10 riduce la colesterolemia LDL tanto quanto la terapia con sola atorvastatina ad alto dosaggio, mentre non vi sarebbero differenze per ciò che concerne la regressione delle lesioni ateromasiche intermedie studiate con tecnica NIRS-IVUS.


Am J Cardiol 2021 Jul 5. Online ahead of print

PubMed


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