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LADA versus diabete tipo 1 e tipo 2: quali differenze in termini di mortalità, rischio cardiovascolare, complicanze microangiopatiche e compenso glicemico?

Punti chiave

Domanda: Il LADA presenta un impatto sul controllo glicemico, sulla progressione delle complicanze micro e macroangiopatiche e sul rischio di mortalità differente rispetto alle altre forme di diabete?

Risultati: In uno studio osservazionale condotto su un registro svedese di elevata qualità il rischio di mortalità e morbilità cardiovascolare del LADA risulta paragonabile a quello del diabete tipo 2, significativamente superiore a quello dei non diabetici; il rischio di retinopatia diabetica appare significativamente superiore nel LADA rispetto alle altre forme di diabete; anche il compenso glicemico nelle persone con LADA è peggiore rispetto a quelle con diabete tipo 2.

Significato: Il riscontro che il LADA presenta outcome “propri”, significativamente peggiori rispetto al diabete tipo 2 sul rischio microangiopatico e sul compenso glicemico, associato alla conferma dell’elevato rischio CV (pari a quello del diabete tipo 2) sottolinea la necessità di una diagnosi adeguata e di un approccio terapeutico mirato nelle persone che presentano questo tipo di diabete.


A cura di Marcello Monesi

9 gennaio 2023 (Gruppo ComunicAzione) – È noto come il LADA (latent autoimmune diabetes in adults) sia una forma di diabete autoimmune a insorgenza tardiva e decorso significativamente più lento rispetto al diabete tipo 1, Si stima che tale forma comprenda dal 3 al 12% di tutti i casi di diabete diagnosticato in età adulta. in tale forma di diabete, largamente sotto diagnosticata, non è infrequente riscontrare la presenza di insulino-resistenza e di caratteristiche fenotipiche intermedie tra il diabete tipo 1 e tipo 2. Finora sappiamo invece ben poco sulla prognosi e sul rischio di complicanze micro- e macrovascolari specifiche di questa forma di diabete, in confronto alle altre tipologie maggiormente rappresentate.

Un lavoro di un gruppo di ricercatori svedesi, attualmente in “preprint with The Lancet”, porta nuovi dati in merito: lo studio è stato condotto mediante l’analisi dei dati del registro svedese ANDIS, dedicato alla medicina di precisione, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2019. Sono stati osservati 550 persone con LADA, 2001 con diabete tipo 2, 1672 con diabete tipo 1 (tutti di nuova diagnosi) e 2355 controlli senza patologia diabetica. Le persone con LADA sono state ulteriormente suddivise in due sottogruppi a seconda della presenza di alti o bassi livelli di anticorpi anti-glutamato decarbossilasi (GADA).

Nel corso di un periodo di osservazione mediano di 5,9 anni, le persone con LADA e quelle con diabete tipo 2 hanno mostrato un tasso di mortalità superiore ai controlli (rispettivamente HR 1,53; IC 95% 1,10-2,13 e HR 1,36; IC 95% 1,07-1,72; non significativo nel confronto tra i due gruppi).

L’incidenza di patologie cardiovascolari è risultata significativamente più alta nelle persone con LADA con alti GADA (HR 1,67; IC 95% 1,04-2,69) e in quelle con diabete tipo 2 (HR 1,53; IC 95% 1,17-2,00) rispetto ai controlli; le persone con diabete tipo 1 e quelle con LADA con basso titolo anticorpale non hanno mostrato differenze significative rispetto ai controlli. Infine, la presenza di LADA con alto e basso titolo anticorpale si associava a un tasso di retinopatia doppio rispetto ai controlli non diabetici (circa 20 vs 10%).

Per quanto riguarda l’impatto sul compenso glicemico, a dieci anni dalla diagnosi il target di HbA1c <7% era raggiunto dal 31% delle persone con LADA e alti livelli di GADA, dal 32% delle persone con diabete tipo 1, dal 43% delle persone con LADA e bassi GADA e dal 58% delle persone con diabete tipo 2. La percentuale delle persone che dieci anni dopo la diagnosi si trovava in terapia insulinica era dell’80% per i LADA con alti GADA, del 60% per i LADA con bassi GADA e del 20% per quelle con diabete tipo 2.

Tali dati confermano la specificità del LADA in termini di compenso glicemico, progressione delle complicanze micro- e macrovascolari, rischio cardiovascolare e impatto sulla mortalità. Risulta quindi importante focalizzare l’attenzione non solo sulla diagnosi, ma anche sulla gestione terapeutica di questo particolare tipo di diabete, non uniformabile al diabete tipo 1 e tipo 2.


The Lancet 2022 – Preprint, December


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