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L’ecocardiogramma come strumento predittivo di eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete tipo 1: dati dal Thousand & 1 Study

A cura di Lucia Briatore

19 novembre 2019 (Gruppo ComunicAzione) – Per troppo tempo si è pensato che i pazienti con diabete tipo 2 fossero a maggior rischio di complicanze cardiovascolari mentre i pazienti con diabete tipo 1 fossero più esposti a complicanze microvascolari. I dati epidemiologici recenti ci mostrano però un quadro differente, e attualmente le malattie cardiovascolari rappresentano la maggiore comorbilità nei pazienti con diabete tipo 1. Nonostante ciò le linee-guida non includono per tali pazienti una valutazione di routine della funzione cardiaca mediante ecocardiogramma.

Un gruppo di ricercatori danesi, guidato da Magnusen T. Jensen (Dept. of Cardiology, Copenhagen University Hospital Herlev-Gentofte, Hellerup, Denmark),  ha valutato in uno studio prospettico di coorte pazienti con diabete tipo 1 senza cardiopatia per capire se l’ecocardiografia potesse fornire ulteriori informazioni prognostiche per lo sviluppo futuro di malattie cardiache. Lo studio è stato pubblicato recentemente su Diabetologia.

I pazienti afferivano allo Steno Diabetes Center e il follow-up è stato condotto tramite il registro nazionale danese. I ricercatori hanno valutato l’associazione dei dati ecocardiografici con gli eventi cardiovascolari (MACE, major adverse cardiovascular events) e il valore prognostico incrementale che tali dati fornivano quando inseriti nel Steno T1D Risk Engine, calcolatore che attraverso vari parametri clinici e non solo (età, sesso, durata del diabete, pressione sistolica colesterolo LDL, HbA1c, albuminuria, filtrato glomerulare, fumo, attività fisica) stima il rischio cardiovascolare in pazienti adulti con diabete tipo 1 senza un precedente evento cardiovascolare.

Lo studio ha coinvolto 1093 pazienti con diabete tipo 1: età [mediana (range interquartile)] 50,2 (39,2-60,3) anni e HbA1c65 (56-74) mmol/mol; 53% uomini; BMI medio 25,5 (DS 3,9) kg/m2 e durata del diabete 25,8 (DS 14,6) anni. Durante i 7,5 anni di follow-up si sono verificati 145 eventi MACE (nel 13,3% dei soggetti). Numerosi parametri ecocardiografici erano predittori di MACE in maniera significativa e indipendente: la frazione di eiezione del ventricolo sinistro >45%, la frequenza cardiaca, la disfunzione diastolica (come GLS e E/E′). L’aggiunta di questi parametri nel calcolo dello score dello Steno T1D Risk Engine aumentava significativamente la capacità di predire gli eventi cardiovascolari (Harrell’s C statistic, 0,791 [0,757, 0,824] vs. 0,780 [0,746, 0,815], p = 0,027; e net reclassification index, 52%, p <0,001).

Questo lavoro, secondo gli autori, suggerisce che in pazienti con diabete tipo 1 senza precedente malattia cardiovascolare l’ecocardiogramma, strumento semplice, facilmente disponibile e con costi contenuti, dovrebbe diventare un esame di routine nella valutazione del rischio cardiovascolare come già avviene per il diabete tipo 2.


Diabetologia 2019 Oct 30. doi: 10.1007/s00125-019-05009-2. [Epub ahead of print]

PubMed


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