Monitoraggio continuo real time della glicemia nel diabete gestazionale precoce: quale effetto sugli esiti materno-fetali? Lo studio Steady Sugar
Punti chiave
Domanda: Qual è l’effetto dell’utilizzo del monitoraggio continuo della glicemia real time, rispetto al monitoraggio standard, nelle gravidanze complicate da diabete gestazionale precoce, su controllo glicemico ed esiti materno-fetali?
Risultati: In uno studio randomizzato controllato recentemente pubblicato su Diabetes Obesity and Metabolism 128 donne con diabete gestazionale, diagnosticato tra le settimane 8 e 26, sono state randomizzate 2:1 a monitoraggio glicemico continuo real time (Dexcom G6) o automonitoraggio standard 4 volte/die + monitoraggio continuo della glicemia retrospettivo 10 giorni/mese. Non sono state riscontrate differenze significative fra i gruppi nel tempo trascorso all’interno dell’intervallo glicemico target (TIR 63-140 mg/dl, esito primario, p = 0,37), ma nel gruppo di studio una percentuale significativamente più alta di donne ha raggiunto l’obiettivo di tempo al di sopra dell’intervallo (TAR >140 mg/dl) inferiore al 25% (95 vs 82,5%, p = 0,04) e tempo al di sotto dell’intervallo (TBR <64 mg/dl) inferiore al 4 % (100 vs 97,5%, p = 0,035). Il gruppo di studio ha presentato tassi significativamente inferiori di taglio cesareo non programmato (20 vs 44,4%, p = 0,046), parto pretermine (6,8 vs 18,4%, p = 0,041), macrosomia (5 vs 18,4%, p = 0,019) e ricoveri in unità di terapia intensiva neonatale (22,5 vs 44,7%, p = 0,013). Le donne del gruppo di studio hanno riportato un’elevata soddisfazione per il monitoraggio continuo della glicemia e ne hanno sottolineato i benefici comportamentali e psicosociali.
Significato: Nelle donne con diabete gestazionale precoce, pur non migliorando significativamente il TIR, l’impiego del monitoraggio continuo della glicemia real time ha permesso una gestione glicemica più completa e si è associato ad esiti materni e neonatali più favorevoli, suggerendo un vantaggio clinico rispetto al solo monitoraggio standard.
25 novembre 2025 (Gruppo ComunicAzione) – A cura di Gisella Boselli
CHE COSA SI SA GIÀ? Le gravidanze complicate da diabete gestazionale (GDM, gestational diabetes mellitus) sono gravate da un aumentato rischio di numerose complicanze materno-fetali, tra cui preeclampsia, necessità di parto cesareo, macrosomia, ricovero in terapia intensiva neonatale (TIN), traumi da parto, ipoglicemia e iperbilirubinemia neonatale, fino alla morte endouterina. Il rischio cresce con il peggioramento del controllo glicemico, rendendo essenziali monitoraggio e terapia adeguati.
Il monitoraggio standard (SMBG, self-monitoring of blood glucose) è lo standard per la valutazione glicemica, ma soffre di scarsa aderenza da parte delle pazienti e non rileva tutte le fluttuazioni, soprattutto notturne. Il monitoraggio glicemico continuo (CGM, continuous glucose monitoring) offre un profilo glicemico più completo e utile alla gestione del GDM. Nonostante vari studi ne abbiano valutato l’uso in gravidanza, le prove sulla sua reale efficacia nel migliorare gli esiti materni e neonatali restano limitate e talvolta discordanti.
QUALI SONO LE NUOVE EVIDENZE? Lo studio randomizzato controllato Steady Sugar (NCT04948112) recentemente pubblicato su Diabetes Obesity and Metabolism da Karen Elkind-Hirsch (Clinical Affairs, Dexcom, Inc., San Diego, California; USA) e colleghi ha coinvolto 128 donne con GDM diagnosticato tra le settimane 8 e 26 (età gestazionale media alla diagnosi: 19,6 ± 4,5 settimane nel gruppo intervento; 19,2 ± 4,5 nel controllo), con BMI pregravidico medio compatibile con obesità di II grado. Tutte le partecipanti hanno ricevuto educazione a dieta isocalorica bilanciata e ad attività fisica almeno 30 minuti/die, quindi sono state randomizzate 2:1 a:
- CGM real time (CGM-rt) (Dexcom G6), oppure
- SMBG 4 volte/die + CGM retrospettivo 10 giorni/mese.
In entrambi i gruppi i dati CGM hanno guidato la gestione terapeutica (target: digiuno <90 mg/dl; 1 h post-prandiale <120 mg/dl), ma nel gruppo CGM-rt le donne erano incoraggiate a modificare comportamento e terapia sulla base delle letture in tempo reale. Dall’arruolamento al parto sono state effettuate visite mensili per revisione dei dati e aggiustamenti terapeutici.
Non sono state riscontrate differenze significative nel TIR 63-140 mg/dl (esito primario, p = 0,37). Il gruppo CGM-rt ha però mostrato una quota maggiore di donne con TAR >140 mg/dl <25% (95 vs 82,5%, p = 0,04) e TBR <64 mg/dl <4% (100 vs 92,5%, p = 0,035). Il CGM-rt ha inoltre identificato più episodi settimanali di iperglicemia (13,3 vs 10,5, p = 0,03), con frequenza simile di ipoglicemie (1,3 vs 0,9, p = 0,22).
Rispetto al controllo, il gruppo di intervento ha mostrato tassi significativamente inferiori di taglio cesareo non programmato (20 vs 44,4%, p = 0,046), parto pretermine (6,8 vs 18,4%, p = 0,041), macrosomia (5 vs 18.4%, p = 0,019) e ricovero in TIN (22,5 vs 44,7%, p = 0,013). È emersa inoltre una correlazione negativa fra TAR ed età gestazionale (p = 0,006) e positiva fra TAR e peso alla nascita (p = 0,009).
Secondo il questionario CGM-Satisfaction Scale, le donne del gruppo CGM-rt hanno riferito elevata soddisfazione, indicando che il CGM aiuta a comprendere l’impatto dei comportamenti quotidiani sulla glicemia e supporta le decisioni terapeutiche.
SINTESI E SPUNTI PER LA PRATICA CLINICA. I risultati dello studio rafforzano l’evidenza che l’impiego del CGM-rt nelle gravidanze complicate da GDM si associa a un migliore andamento di diversi esiti materno-fetali. Tale beneficio sembra legato alla possibilità di ottenere un profilo glicemico più completo, che permette di riconoscere e correggere più tempestivamente sia le iperglicemie sia le ipoglicemie. Il sistema contribuisce inoltre a migliorare la soddisfazione e la percezione di controllo delle donne, riducendo il carico emotivo rispetto al monitoraggio convenzionale.
LEGGI E SCARICA L’ARTICOLO ORIGINALE: Diabetes Obes Metab 2025 Nov 3. Online ahead of print
AMD segnala articoli della letteratura internazionale la cui rilevanza e significato clinico restano aperti alla discussione scientifica e al giudizio critico individuale. Opinioni, riflessioni e commenti da parte degli autori degli articoli proposti non riflettono quindi posizioni ufficiali dell’Associazione Medici Diabetologi.


