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Retatrutide nel diabete tipo 2 precoce: il primo studio di fase 3 conferma l’efficacia del triplo agonismo

Punti chiave

Domanda: Qual è l’efficacia e la sicurezza di retatrutide, agonista triplo del recettore GIP, GLP-1 e glucagone, somministrato come monoterapia in persone con diabete tipo 2 non adeguatamente controllato con dieta ed esercizio fisico, rispetto a placebo?

Risultati: Nello studio TRANSCEND-T2D-1, 537 partecipanti sono stati randomizzati a ricevere retatrutide 4, 9 o 12 mg, oppure placebo, per via sottocutanea una volta a settimana per 40 settimane. La riduzione media di HbA1c(endpoint primario) è stata -1,69% (SE 0,11), -1,86% (0,10) e -1,94% (0,08) rispettivamente con retatrutide 4, 9 e 12 mg, rispetto a -0,81% (0,12) con placebo (tutti p <0,0001). La riduzione ponderale media (endpoint secondario) è stata -11,5% (SE 0,7), -13,9% (0,8) e -15,3% (0,8) con retatrutide, rispetto a -2,6% (0,5) con placebo. Gli eventi avversi più frequenti sono stati gastrointestinali, di entità lieve-moderata, con interruzione del trattamento nel 2-5% dei partecipanti trattati con retatrutide e nello 0% del gruppo placebo.

Conclusioni: Retatrutide, somministrato come monoterapia, ha mostrato miglioramenti significativi del controllo glicemico e riduzione clinicamente rilevante del peso corporeo, con un profilo di sicurezza coerente con quello delle molecole ad attività agonista GLP-1, supportandone il potenziale come trattamento efficace per il diabete tipo 2 in fase precoce.


21 luglio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – A cura di Gisella Boselli

CHE COSA SI SA GIÀ? Le linee-guida dell’American Diabetes Association raccomandano, per la maggior parte delle persone con diabete tipo 2 (DT2) un target di HbA1c <7%, sottolineando l’importanza della gestione del peso come componente essenziale della terapia. Una riduzione ponderale del 5% migliora il controllo glicemico, mentre perdite del 10-15% si associano a maggiori benefici cardiometabolici favorendo la remissione del diabete.

Gli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1 RA) e il doppio agonista GIP/GLP-1 tirzepatide hanno dimostrato elevata efficacia nel migliorare il controllo glicemico e nel ridurre il peso corporeo. Tuttavia, nelle persone con DT2 il calo ponderale è generalmente inferiore rispetto a quello osservato nei soggetti con obesità senza diabete.

Pertanto, l’agonismo del recettore del glucagone potrebbe potenziare il calo ponderale aumentando il dispendio energetico e l’ossidazione degli acidi grassi, mentre l’azione concomitante su GLP-1 e GIP contribuirebbe a mantenere un adeguato controllo glicemico.

QUALI SONO LE NUOVE EVIDENZE? TRANSCEND-T2D-1, pubblicato su Lancet da Harpreet S. Bajaj (LMC Diabetes and Endocrinology, Brampton, ON, Canada) e colleghi, è il primo studio di fase 3 su retatrutide (agonista triplo del recettore GIP, GLP-1 e glucagone) nel DT2, condotto in 48 centri di Stati Uniti, Messico e India. Lo studio, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, durato 40 settimane, ha arruolato adulti con DT2 non adeguatamente controllato (HbA1c 7,0-9,5%, BMI ≥23 kg/m²), naïve a farmaci antiperglicemizzanti. I 537 partecipanti sono stati randomizzati 1:1:1:1 a retatrutide 4, 9 o 12 mg oppure a placebo con schema di titolazione della dose a partire da 2 mg.

Risultati principali dopo 40 settimane di trattamento:

Endpoint primario:

  • riduzione media di HbA1c vs basale: -1,69% (SE, standard error 0,11) con retatrutide 4 mg, 1,86% (0,10) con 9 mg e -1,94% (0,08) con 12 mg, vs -0,81% (0,12) con placebo (tutti p<0,0001).

Endpoint secondari:

  • HbA1c <7,0%: raggiunta dall’82-89% dei trattati con retatrutide.
  • HbA1c ≤6,5%: raggiunta dal 75-83% dei trattati con retatrutide.
  • HbA1c <5,7% (normoglicemia): raggiunta dal 35-40% dei trattati con retatrutide.
  • Riduzione ponderale media: fino al –15,3% (SE 0,8) con 12 mg vs -2,6% (0,5) con placebo.
  • Il 52-70% dei partecipanti ha perso almeno il 10% del peso corporeo (vs 7% con placebo) e il 31-51% almeno il 15% (vs 3% con placebo).
  • Il miglioramento del controllo glicemico e il calo ponderale non raggiungono un plateau.
  • Miglioramento dei parametri cardiometabolici: trigliceridi (-34%), colesterolo non HDL (-17%) e pressione arteriosa sistolica (-5,4 mmHg).
  • Eventi avversi: prevalentemente di natura gastrointestinale di lieve entità si sono verificati nel 63-64% e nel 57% dei soggetti trattati rispettivamente con retatrutide e placebo, con interruzioni del trattamento pari al 2-5% con retatrutide. Non sono stati osservati casi di pancreatite né peggioramento della retinopatia rispetto al placebo.

LUCI E OMBRE DELLA PUBBLICAZIONE.

Punti di forza: disegno molto solido con elevati tassi di completamento (94%).

Limiti:

  • Popolazione in gran parte naïve a farmaci: ciò riduce la generalizzabilità dei risultati alla più ampia popolazione di persone con DT2 già in trattamento farmacologico.
  • Pochi paesi coinvolti.
  • Durata di 40 settimane, nel corso delle quali la riduzione ponderale non raggiunge un plateau: studi con follow-up più lungo già in corso (TRANSCEND-T2D-2 e TRANSCEND-T2D-3, questi ultimi anche a confronto diretto con semaglutide e tirzepatide), chiariranno l’efficacia e la sicurezza a lungo termine.

CONCLUSIONI E SPUNTI PER LA PRATICA CLINICA. Retatrutide, la nuova promettente opzione terapeutica per il DT2 in fase precoce, risulta molto efficace sul controllo glicemico, sul calo ponderale e sul miglioramento dei parametri cardiometabolici. L’entità della perdita di peso (fino al –15,3% a 40 settimane) risulta superiore rispetto a quella ottenuta con tirzepatide (fino al –11 % nel SURPASS-1), farmaco con maggiore efficacia ponderale rispetto ai GLP-1 RA. Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quello delle altre terapie incretiniche. Studi di confronto diretto con semaglutide e tirzepatide, già in corso, saranno determinanti per definire il reale posizionamento di retatrutide nella pratica clinica.


LEGGI E SCARICA L’ABSTRACT ORIGINALE: Lancet 2026 Jun 13;407(10546):2402-13

PubMed


 

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