Skip to content

Utilizzo del sistema ibrido avanzato ad ansa chiusa MiniMed 780G nei giorni senza boli erogati dall’utilizzatore

Punti chiave

Domanda: Il sistema ibrido avanzato ad ansa chiusa MiniMed 780G (MM780G) è in grado di mantenere un efficace controllo glicemico anche nei giorni in cui l’utilizzatore non eroga attivamente boli?

Risultati: Sono stati analizzati i dati Global CareLink di 369.467 persone e identificati 54.553 soggetti che hanno registrato ≥10 giorni senza boli erogati attivamente, 78,2% dei quali con diabete tipo 1 e 12,1 % con diabete tipo 2, per la maggioranza di età >15 anni (74,1%). In questo sottogruppo di “non bolatori” sono state condotte analisi sulle metriche glicemiche di tutte le giornate senza boli attivi, con analisi di sottogruppo per uso o meno delle impostazioni ottimali raccomandate (ROS: target glicemico 100 mg/dl, tempo di insulina attiva 2 ore), tipo di diabete (1 vs 2) ed età (≤15 vs >15 anni). Nei giorni senza erogazione di boli attivi sono stati osservati: glicemia media 157,2 mg/dl, tempo in range (TIR) 70,9%, tempo sopra il range (TAR) >180 mg/dl 28,2%, TAR >250 mg/dl 6,2%, tempo sotto il range (TBR) <70 mg/dl 0,9% e TBR <54 mg/dl 0,2%. Quando utilizzato con le ROS, il sistema ha garantito metriche glicemiche migliori, in tutte le fasce di età. In particolare, nelle persone con diabete tipo 1 l’uso delle ROS ha garantito un maggiore TIR (74,9 vs 68,1%; p <0,001) e una riduzione del TAR (24,2 vs 30,9%; p <0,001), senza incremento del TBR (<70 o <54 mg/dl), consentendo alla maggioranza dei soggetti (58,2 vs 33,2; p <0,001) di raggiungere i target desiderati.

Significato: Tali dati dimostrano che, nella maggior parte dei casi, il sistema MM780G garantisce un controllo glicemico efficace anche nei giorni in cui non è usato in modo ottimale dagli utilizzatori. Nella pratica clinica, queste osservazioni possono aiutare ad ampliare l’adozione di soluzioni tecnologiche e a “sartorializzare” la terapia, con l’obiettivo di garantire efficacia e sicurezza anche alle persone meno complianti.


3 febbraio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – A cura di Gisella Boselli

CHE COSA SI SA GIÀ? La gestione dei boli preprandiali e delle correzioni per iperglicemia rappresenta un aspetto fondamentale nella cura del diabete, che risulta tuttavia gravoso per la maggioranza delle persone, poiché richiede decisioni frequenti e partecipazione attiva. Studi real-world mostrano che le omissioni di boli sono estremamente comuni nelle persone sia con diabete tipo (DT1) sia con DT2, determinando un significativo peggioramento del controllo glicemico, sia nei soggetti in basal-bolus sia in quelli che utilizzano sistemi ad ansa chiusa.

Il sistema ad ansa chiusa MiniMed 780G (MM780G) modula l’erogazione automatica della basale in funzione del fabbisogno insulinico recente, dei valori del sensore e del target glicemico, erogando inoltre boli correttivi automatici ogni 5 minuti, se necessario.

Lo studio di Fang Niu (Medtronic Diabetes, Northridge, CA; USA) e colleghi, pubblicato recentemente su Diabetes Care, mira a valutare se tale sistema possa mitigare l’impatto dei boli mancanti, supportando un controllo glicemico efficace anche nei giorni in cui l’utilizzatore non interviene attivamente.

QUALI SONO LE NUOVE EVIDENZE? Gli autori dello studio hanno analizzato i dati di 369.467 soggetti inclusi nel database Global CareLink, identificando 54.553 persone (14,8%) che avevano registrato ≥10 giorni senza boli attivi (non necessariamente consecutivi), con una media di 57,2 giorni. La maggior parte di tali soggetti presentava più DT1 (78,2%) rispetto a DT2 (12,1%) e aveva età <15 anni (74,1%), con una distribuzione di genere sostanzialmente equilibrata (46,7% femmine, 45,3% maschi, 8% non identificato). Nei giorni senza somministrazione di boli sono state complessivamente osservate le seguenti metriche glicemiche: glicemia media 157,2 mg/dl, tempo in range (TIR, time in range) 70,9%, tempo sopra il range (TAR, time aboive range) >180 mg/dl 28,2%, TAR >250 mg/dl 6,2%, tempo sotto il range (TBR, time below range) <70 mg/dl 0,9% e TBR <54 mg/dl 0,2%. Sono stati poi confrontati i soggetti ROS (recommended optimal settings, impostazioni ottimali raccomandate: target glicemico 100 mg/dl, tempo di insulina attiva 2 ore) – che hanno utilizzato il sistema con parametri ottimizzati – con quelli non ROS: nei soggetti ROS le metriche glicemiche risultavano significativamente migliori, sia nel DT1 sia nel DT2, con risultati analoghi. In particolare, nelle persone con DT1 si osservavano una glicemia media inferiore (150,2 vs 160,9 mg/dl; p <0,001), una minore variabilità glicemica (coefficiente di variazione 31,1 vs 32,3%; p <0,001), un maggiore TIR (74,9 vs 68,1%; p <0,001) e una riduzione del TAR (24,2 vs 30,9%; p <0,001), senza incremento del tempo in ipoglicemia. Gli utilizzatori delle ROS mostravano inoltre una dose giornaliera totale di insulina più elevata (50,3 vs 43,8 UI; p <0,001) e una maggiore erogazione di auto-boli (17,7 vs 14,7 UI; p <0,001) rispetto ai non utilizzatori. L’uso delle ROS risultava associato anche a un migliore raggiungimento dei target glicemici raccomandati, con il 61,4% dei soggetti che raggiungeva un GMI (glucose management indicator) <7%, il 67,5% un TIR >70%, il 98,3% un TBR <70 mg/dl <4% e il 58,2% che soddisfaceva tutti e tre i criteri. L’analisi per sottogruppi ha mostrato che questi risultati erano coerenti non solo tra i diversi tipi di diabete (DT1 vs DT2), ma anche nelle differenti fasce d’età, confermando la robustezza dei benefici associati all’uso delle ROS.

LUCI E OMBRE DELLA PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA. Luci: lo studio è molto ampio e vengono condotte sottoanalisi in base ad età, tipo di diabete e ottimizzazione dei parametri. Ombre: mancano informazioni abbastanza fondamentali su composizione dei pasti, attività fisica, altre terapie, e non c’è un paragone diretto rispetto ai giorni in cui le persone erogano i boli manualmente.

SINTESI E SPUNTI PER LA PRATICA CLINICA. L’analisi dei dati di questa ampia casistica suggerisce che il sistema MM780G, se configurato con parametri ottimizzati, è in grado nella maggior parte dei casi di mantenere un controllo glicemico adeguato, anche nei giorni in cui le persone non inseriscono manualmente i boli per i pasti. Tuttavia, l’erogazione attiva dei boli rimane importante per ottimizzare la gestione postprandiale e per raggiungere i migliori risultati glicemici. In pratica, tali dati invitano a incoraggiare le persone a inserire attivamente i boli dei pasti in ogni condizione possibile, pur riconoscendo il supporto significativo offerto dal sistema nei giorni in cui, per i più svariati motivi, i soggetti non riescono o dimenticano di erogare i boli manuali.


LEGGI L’ABSTRACT ORIGINALE: Diabetes Care 2026 Jan 7:dc252124. Online ahead of print

PubMed


Share

AMD segnala articoli della letteratura internazionale la cui rilevanza e significato clinico restano aperti alla discussione scientifica e al giudizio critico individuale. Opinioni, riflessioni e commenti da parte degli autori degli articoli proposti non riflettono quindi posizioni ufficiali dell’Associazione Medici Diabetologi.