Skip to content

Valutazione mirata delle persone con diabete ad alto rischio per identificare lo scompenso cardiaco non diagnosticato: lo studio TARTAN-HF

Punti chiave

Domanda: Nelle persone con diabete, e almeno un ulteriore fattore di rischio per scompenso cardiaco, una strategia di ricerca attiva basata sul dosaggio del frammento NT-proBNP, seguito da ecocardiogramma nei soggetti con valori ≥125 pg/ml, aumenta la capacità di identificare uno scompenso non riconosciuto rispetto all’assistenza clinica abituale?

Risultati: Nel recente trial randomizzato multicentrico TARTAN-HF 706 persone con diabete sono state assegnate alla strategia di screening o all’assistenza abituale. A 6 mesi lo scompenso cardiaco è stato diagnosticato nel 24,6% dei partecipanti sottoposti a screening rispetto allo 0,6% nel gruppo di controllo (OR 58; IC 95% 14-236; p <0,001), con un numero di persone da sottoporre a screening per identificare un caso pari a 5 (IC 95% 4-6). Il 93% dei casi diagnosticati mediante screening presentava HFpEF.

Significato: Una strategia mirata basata su NT-proBNP ed ecocardiografia presenta un elevato rendimento diagnostico nelle persone con diabete e ulteriori fattori di rischio. Il dato richiama inoltre l’attenzione su sintomi di scompenso già presenti ma non riconosciuti. Resta da stabilire se l’anticipazione diagnostica ottenuta con questa strategia si traduca in un miglioramento degli esiti clinici.


8 settembre 2026 (gruppo Comunicazione) – A cura di Valentina Paternò

CHE COSA SI SA GIÀ? Lo scompenso cardiaco rappresenta una delle principali complicanze cardiovascolariassociate al diabete. La diagnosi può essere particolarmente complessa nel caso dello scompenso a frazione di eiezionepreservata (HFpEF, heart failure with preserved ejection fraction), i cui sintomi possono essere poco specifici ecoesistere con obesità, malattia renale cronica e altre comorbilità frequenti nelle persone con diabete. La disponibilità diterapie in grado di modificare la storia clinica dello scompenso lungo un ampio spettro della frazione di eiezione rendeoggi particolarmente rilevante l’identificazione precoce della malattia. Rimangono, tuttavia, non uniformi leraccomandazioni internazionali relative allo screening sistematico dello scompenso nelle persone con diabete.

QUALI SONO LE NUOVE EVIDENZE? Il TARTAN-HF (Targeted Assessment in high Risk paTients withdiAbetes to ideNtify undiagnosed Heart Failure) – recentemente pubblicato sul Journal of American College ofCardiology – è un trial prospettico, multicentrico, randomizzato e in aperto, condotto nella Scozia occidentale e partedel programma internazionale SYMPHONY, che comprende una serie di trial volti a valutare i potenziali benefici delloscreening dello scompenso cardiaco in differenti popolazioni mediante una strategia basata sul dosaggio del frammentoN-terminale del propeptide natriuretico di tipo B (NT-proBNP, N-terminal pro-B-type natriuretic peptide) e sullasuccessiva valutazione ecocardiografica. Sono state arruolate 706 persone di età ≥40 anni con diabete tipo 1 o tipo 2,senza scompenso noto e con almeno un ulteriore fattore di rischio tra coronaropatia, fibrillazione atriale persistente opermanente, precedente ictus ischemico o embolico, arteriopatia periferica, malattia renale cronica, uso continuativo didiuretici dell’ansa o broncopneumopatia cronica ostruttiva. L’età mediana era 71 anni, il 69% dei partecipanti era disesso maschile e il 90% presentava diabete tipo 2.

I partecipanti sono stati randomizzati 1:1 a screening (n = 354) o assistenza clinica abituale (n = 352). Nel primo gruppo veniva misurato l’NT-proBNP e, in caso di valore ≥125 pg/ml, veniva eseguito un ecocardiogramma. Lo scompenso era definito secondo i criteri delle linee-guida 2021 della European Society of Cardiology.

Nel gruppo screening, 174 dei 353 partecipanti valutati (49,3%) presentavano NT-proBNP ≥125 pg/ml. A 6 mesi erano stati diagnosticati 87 casi di scompenso su 354 (24,6%), rispetto a 2 su 352 (0,6%) nell’assistenza abituale (OR 58; IC 95% 14-236; p <0,001). Il numero di persone da sottoporre a screening per identificare un caso era 5 (IC 95% 4-6). Tra gli 87 casi individuati mediante screening, 81 (93%) erano HFpEF, mentre 3 presentavano frazione di eiezione lievemente ridotta e 3 ridotta.

La malattia identificata non era necessariamente “silente”: tra i soggetti con scompenso non precedentemente riconosciuto, l’84% riferiva dispnea e il 53% astenia, mentre all’esame clinico il 53% presentava edema alle caviglie. Anche lo stato di salute risultava peggiore rispetto ai partecipanti senza scompenso, con un punteggio mediano al Kansas City Cardiomyopathy Questionnaire di 65,6 vs 89,6.

A 6 mesi, nel gruppo screening l’impiego degli SGLT2i era aumentato dal 23,7 al 38,8%, indicando che l’identificazione dello scompenso si associava anche a modifiche della gestione terapeutica.

Punti di forza e limiti. Il disegno randomizzato e la valutazione strutturata con NT-proBNP ed ecocardiografia rappresentano punti di forza dello studio. La popolazione era tuttavia selezionata per un elevato rischio di scompenso, proveniva da una sola area geografica ed era per il 97% di etnia bianca, elementi che limitano la generalizzabilità dei risultati. Inoltre, l’obiettivo primario era il rendimento diagnostico: lo studio non permette di stabilire se la strategia di screening riduca mortalità o ricoveri per scompenso, né ne definisce il rapporto costo-efficacia.

COMMENTO E SPUNTI PER LA PRATICA CLINICA. TARTAN-HF porta all’attenzione del diabetologo un datodifficilmente trascurabile: in una popolazione selezionata di persone con diabete e ulteriori fattori di rischio, circa una suquattro presentava uno scompenso cardiaco non precedentemente riconosciuto, nella grande maggioranza dei casiHFpEF.

Il risultato non può essere esteso indistintamente a tutte le persone con diabete e non dimostra, di per sé, l’opportunità di uno screening universale con NT-proBNP. Suggerisce però il possibile valore di una strategia di ricerca attiva nei soggetti a maggiore rischio.

Un aspetto particolarmente interessante è che i casi individuati non erano asintomatici: molti presentavano già sintomi o segni compatibili con scompenso cardiaco. Dispnea e astenia, in particolare, possono essere poco specifiche e facilmente attribuite all’età o alle comorbilità. Il messaggio per la pratica diabetologica potrebbe quindi precedere lo stesso dosaggio del biomarcatore: ricercare con attenzione segni e sintomi suggestivi di scompenso nelle persone con diabete ad alto rischio e approfondirli quando presenti.

Oggi l’identificazione dello scompenso, compreso l’HFpEF, può avere conseguenze terapeutiche concrete. TARTAN-HF mostra che, nelle persone con diabete a maggiore rischio, una strategia basata su NT-proBNP ed ecocardiografia aumenta marcatamente la capacità di riconoscere una malattia fino a quel momento non diagnosticata. Il tema assume particolare attualità alla luce delle nuove 2026 ESC Guidelines for the management of heart failure – presentate all’ESC Congress di Monaco e pubblicate il 28 agosto 2026 sull’European Heart Journal – che pongono maggiore enfasi sulla prevenzione e sul riconoscimento precoce dello scompenso cardiaco. I risultati di TARTAN-HF si inseriscono quindi coerentemente in questo scenario, pur restando da chiarire se una strategia di screening sistematico nelle persone con diabete ad alto rischio possa tradursi in un miglioramento degli esiti clinici.


LEGGI E SCARICA L’ARTICOLO ORIGINALE: J Am Coll Cardiol 2026 Aug 11:S0735-1097(26)07132-9. Online ahead of print

PubMed

Share

AMD segnala articoli della letteratura internazionale la cui rilevanza e significato clinico restano aperti alla discussione scientifica e al giudizio critico individuale. Opinioni, riflessioni e commenti da parte degli autori degli articoli proposti non riflettono quindi posizioni ufficiali dell’Associazione Medici Diabetologi.