Novembre 3, 2026 GM

Il rapporto GMI/HbA1c: un nuovo possibile indicatore di complicanze microvascolari nel diabete tipo 1

A cura di Marta Seghieri
3 novembre 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Un recente studio osservazionale multicentrico, condotto su 1315 persone con diabete di tipo 1, ha valutato l’utilità del rapporto GMI/HbA1c nel predire le complicanze croniche. Dall’analisi è emerso che i soggetti ad “elevata glicazione”, ovvero con un rapporto più basso, sviluppano più frequentemente complicanze microvascolari – in particolare retinopatia e neuropatia – e macrovascolari. Calcolare in ambulatorio il rapporto GMI/HbA1c è un metodo semplice ed efficace per smascherare i “glicatori rapidi” (rapporto <0,9), stratificare meglio il rischio della persona e personalizzare le strategie di screening delle complicanze.

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Ottobre 27, 2026 GM

Diabete gestazionale: sappiamo chi è a rischio, ma arriviamo in tempo? E dopo il parto? I primi dati degli Annali AMD

A cura di Marisa Conte
27 ottobre 2026 (Gruppo ComunicAzione) – La prima analisi nazionale degli Annali AMD, su oltre 13.000 donne, descrive una popolazione con età materna sempre più avanzata, frequente eccesso ponderale e provenienza eterogenea, e una gestione in gravidanza in linea con gli standard. Le criticità stanno agli estremi del percorso: lo screening precoce nelle donne a rischio è poco utilizzato e la rivalutazione dopo il parto poco documentata.

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Ottobre 22, 2026 GM

GluFormer: un modello di intelligenza artificiale legge il CGM e anticipa il rischio di diabete e di morte cardiovascolare

A cura di Cristian Quattrini
22 ottobre 2026 (Gruppo AMD Diabetes Management, in collaborazione con il gruppo AMD Comunicazione) – GluFormer è un modello di IA addestrato su oltre 10 milioni di misurazioni CGM, validato su 19 coorti internazionali. Ha migliorato la previsione dei parametri glicemici e del rischio di diabete e mortalità cardiovascolare rispetto a glicata e metriche CGM convenzionali. L’integrazione con dati alimentari ha inoltre consentito di prevedere le risposte glicemiche individuali ai pasti. Pur con limiti, apre nuove prospettive per la medicina di precisione metabolica.

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Ottobre 20, 2026 GM

Il trionfo di retatrutide: quando 3 effetti recettoriali sono meglio di 2

A cura di Marina Valenzano
20 ottobre 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Il TRIUMPH-1, studio di fase 3 condotto su 2339 adulti con obesità senza diabete, ha dimostrato che il trattamento settimanale con retatrutide per 80 settimane consente un calo ponderale medio del 25%, significativamente superiore al placebo (-19,8% per la dose da 9 mg e -21% per la dose da 12 mg, p <0,001). Con retatrutide anche alcune complicanze associate all’obesità, quali l’osteoartrosi del ginocchio e l’apnea ostruttiva del sonno, hanno riportato un beneficio clinico. Gli eventi avversi più comuni sono stati di tipo gastrointestinale.

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Ottobre 13, 2026 GM

Oltre l’analgesia: la stimolazione ad alta frequenza può cambiare il decorso della neuropatia diabetica dolorosa?

A cura di Olimpia Iacono
13 ottobre 2026 (Gruppo ComunicAzione) – La neuropatia diabetica dolorosa interessa circa il 25% delle persone con diabete. Il trial clinico randomizzato multicentrico PDN-Sensory ha dimostrato che la stimolazione del midollo spinale a 10 kHz, in aggiunta alla terapia medica standard, determina miglioramento significativo del dolore nel 79% dei casi e della funzione sensoriale nel 55% dei casi, con incremento della densità di fibre nervose del polpaccio del 56%, miglioramento del sonno e della qualità di vita delle persone con neuropatia diabetica dolorosa, rispetto alla sola terapia medica, con un potenziale effetto di modifica della malattia. Pur essendo necessari ulteriori studi per confermare la persistenza e la natura di tali effetti, i risultati dello studio sono incoraggianti. L’inserimento precoce della 10-kHz SCS negli algoritmi terapeutici per la neuropatia diabetica dolorosa refrattaria potrebbe consentire di ridurre le complicanze a lungo termine e restituire autonomia alla persona.

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Ottobre 6, 2026 GM

Diabete tipo 1 negli adulti: quali novità dal consensus ADA/EASD 2026?

A cura di Vanessa Ronconi
6 ottobre 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Pubblicato l’aggiornamento 2026 del consensus report ADA/EASD sulla gestione del DT1 nell’adulto che rivede e amplia la versione del 2021. Il documento dà rilievo all’integrazione delle nuove tecnologie (monitoraggio continuo del glucosio, sistemi automatizzati di erogazione dell’insulina e penne insuliniche connesse); all’ampliamento dello screening degli autoanticorpi, alle terapie in grado di ritardare l’evoluzione verso il DT1 conclamato e allo screening delle complicanze a lungo termine, alla gestione dell’obesità e dei fattori di rischio cardiovascolare. Restano centrali l’educazione terapeutica e il supporto psicosociale alla persona. Il report fornisce raccomandazioni pratiche per supportare i clinici in una presa in carico personalizzata e aggiornata.

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Settembre 29, 2026 GM

Anticipare la diagnosi del diabete tipo 1: il nuovo consensus internazionale sullo screening di popolazione

A cura di Gabriella Garrapa
29 settembre 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Un nuovo consensus internazionale, con l’endorsement di AMD, ridisegna la diagnosi del diabete tipo 1: lo screening degli autoanticorpi insulari va esteso alla popolazione generale, non solo ai familiari a rischio. Nei bambini si parte a 2-4 anni, con richiami a 6-8 e 10-15 anni. In adolescenti a rischio, un test a 10 anni mostra una sensibilità del 90% e un valore predittivo positivo del 66%; con meno di due autoanticorpi il valore predittivo negativo è elevato solo in quel momento; ogni positività richiede conferma e ingresso in un percorso strutturato di monitoraggio. I programmi già attivi mostrano riduzioni della chetoacidosi all’esordio superiori all’85%. Per l’Italia, unico paese con uno screening di popolazione sancito per legge (n. 130/2023), il consensus offre una cornice operativa per trasformare un principio in pratica clinica quotidiana.

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Settembre 22, 2026 GM

GLP-1 e obesità: quando perdere peso non è più sufficiente…

A cura di Michele Riccio
22 settembre 2026 (Gruppo ComunicAzione) – La nuova generazione di farmaci basati sul sistema GLP-1 conferma una capacità importante di riduzione del peso corporeo anche nelle persone con sovrappeso/obesità senza diabete. È quanto emerge da una nuova revisione sistematica recentemente pubblicata su Annals of Internal Medicine, che aggiorna le evidenze disponibili includendo 38 trial randomizzati e 25.816 partecipanti. Ma se la perdita ponderale ottenibile con le terapie incretiniche è ormai sostanziale, quanto conta il numero sulla bilancia se non sappiamo da quali distretti corporei dipende?

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Settembre 15, 2026 GM

Nelle persone con e senza DT2 la miosteatosi è associata a outcome ospedalieri avversi e al CONUT score

A cura di Giuseppe Frazzetto
15 settembre 2026 (Gruppo ComunicAzione) – La malnutrizione è una condizione che comporta alterazioni della composizione corporea e una diminuzione delle funzioni fisiche, cognitive ed esiti clinici avversi. Attualmente non esiste un unico metodo standard, universalmente accettato, per la diagnosi di malnutrizione e gli strumenti esistenti sono spesso inadeguati per la pratica clinica di routine. Oggi abbiamo a disposizione il primo studio volto a valutare l’associazione prognostica della miosteatosi con esiti ospedalieri avversi in un reparto di Medicina interna mediante la correlazione con il punteggio CONUT che ci dice che la miosteatosi si associa a esiti ospedalieri avversi. Sono però necessari ulteriori studi specificamente progettati per valutare le prestazioni diagnostiche prima che il CONUT possa essere proposto come strumento di screening per la miosteatosi.

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Settembre 8, 2026 GM

Valutazione mirata delle persone con diabete ad alto rischio per identificare lo scompenso cardiaco non diagnosticato: lo studio TARTAN-HF

A cura di Valentina Paternò
8 settembre 2026 (Gruppo Comunicazione) – Lo scompenso cardiaco può rimanere non riconosciuto nelle persone con diabete ad alto rischio. Nel trial randomizzato TARTAN-HF una strategia basata sul dosaggio di NT-proBNP seguito da ecocardiografia nei soggetti con valori ≥125 pg/ml ha identificato uno scompenso nel 24,6% dei partecipanti rispetto allo 0,6% con l’assistenza abituale. La maggior parte dei casi era rappresentata da HFpEF e presentava già un significativo carico di sintomi. I risultati sostengono l’interesse verso strategie mirate di identificazione precoce.

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