Aprile 21, 2026 GM

Stima dei benefici MACE derivanti da tirzepatide nello studio SURPASS-CVOT mediante un’analisi versus placebo imputando i dati dallo studio REWIND

A cura di Marta Seghieri
21 aprile 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Un recente studio, pubblicato su Diabetes Care, attraverso il confronto indiretto dei risultati degli studi SURPASS-CVOT e REWIND (da cui viene derivato un “placebo putativo”) insieme a un’ulteriore analisi di sensibilità post hoc, indica che tirzepatide ridurrebbe significativamente i MACE-3 e l’endpoint combinato di insufficienza cardiaca e morte cardiovascolare. Tale studio suggerisce, inoltre, che tirzepatide ridurrebbe la mortalità per tutte le cause rispetto al placebo nei partecipanti con diabete tipo 2 e malattia cardiovascolare.

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Aprile 14, 2026 GM

Utilizzo della terapia cardionefrometabolica negli adulti con diabete tipo 1 e malattia renale cronica

A cura di Marisa Conte
14 aprile 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Un recente studio di real world evidence evidenzia come oltre l’11% della popolazione adulta con DT1 e MRC sia in terapia off label con SGLT2i e/o GLP-1 RA. In particolare, emerge che l’utilizzo di tali farmaci accelera significativamente la riduzione dell’albuminuria (UACR ≥30%; HR 0,76), senza incrementi di chetoacidosi o ipoglicemia. Nonostante la natura osservazionale del lavoro e la necessaria cautela, i dati suggeriscono che un’accurata selezione della persona e una gestione insulinica esperta rendono tali approcci sicuri e promettenti, in attesa di validazione da studi prospettici specifici.

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Aprile 7, 2026 GM

Avanzamenti nella cura del diabete tipo 2: il ruolo del monitoraggio glicemico continuo in persone non insulino-trattate

A cura di Marina Valenzano
7 aprile 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Il CGM è ormai considerato essenziale per le persone con diabete, soprattutto in terapia insulinica, e le linee-guida ne raccomandano l’uso esteso anche a chi non assume insulina. Tuttavia, la copertura economica resta limitata. Una recente revisione narrativa ha raccolto gli studi disponibili su persone con DT2 in trattamento non insulinico, evidenziando una riduzione dell’emoglobina glicata tra 0,6 e 1%, degli accessi ospedalieri e un miglioramento della gestione della malattia, con benefici mantenuti nel tempo.

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Marzo 31, 2026 GM

Protezione renale nelle persone con diabete tipo 1: il ruolo del finerenone

A cura di Olimpia Iacono
31 marzo 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Lo studio FINE-ONE ha analizzato l’efficacia del finerenone nella malattia renale cronica nelle persone con DT1 usando come endpoint primario la variazione relativa dell’albuminuria rispetto al valore basale a 6 mesi. Il trattamento ha ridotto significativamente l’albuminuria (-34 vs -12% con placebo, differenza 25%, p <0,001), con effetti minimi su pressione, peso e glicata. L’iperkaliemia è stata l’evento avverso più comune. Nonostante la breve durata dello studio i risultati suggeriscono il potenziale del finerenone in aggiunta alla terapia standard per rallentare la progressione della malattia renale cronica nelle persone con DT1.

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Marzo 24, 2026 GM

Sottotipi di diabete atipico nelle popolazioni africane nere

A cura di Vanessa Ronconi
24 marzo 2026 (Gruppo ComunicAzione) – I quattro principali sottotipi di diabete atipico nelle popolazioni africane nere sono il diabete con tendenza alla chetosi, il diabete pancreatico fibrocalcifico, il diabete tipo 2 in individui senza sovrappeso /obesità e il diabete correlato alla malnutrizione. Ogni forma presenta proprie peculiarità cliniche, eziopatogenetiche e di risposta al trattamento. La limitata disponibilità di strumenti diagnostici essenziali e le disparità nei sistemi sanitari rendono difficili diagnosi e terapia nei paesi africani. Sebbene siano proponibili soluzioni pratiche per migliorare tali aspetti, studi collaborativi internazionali saranno necessari per meglio indirizzare la politica sanitaria di tali paesi.

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Marzo 17, 2026 GM

Diabete gestazionale e depressione in gravidanza: associazione indipendente e congiunta con il rischio di obesità infantile

A cura di Gabriella Garrapa
17 marzo 2026 (Gruppo ComunicAzione) – In una coorte di oltre 200.000 coppie genitore-figlio, la prevalenza di obesità infantile è risultata compresa fra il 14,6 e il 21,8% nelle diverse fasce d’età. Il GDM si associa a un aumento del rischio relativo del 29-45%, mentre la depressione prenatale del 5-8%. L’esposizione combinata comporta il rischio più elevato (fino a +54%), con effetto additivo. I dati indicano che la prevenzione dell’obesità infantile inizia dal benessere metabolico e psicologico in gravidanza, supportando l’utilità della stratificazione del rischio e di interventi precoci mirati per i bambini esposti in utero a tali due condizioni.

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Marzo 4, 2026 GM

Efficacia e sicurezza del GLP-1 RA orale orforglipron su peso corporeo e controllo glicemico in base allo stato diabetico: una revisione sistematica e metanalisi

A cura di Michele Riccio
4 marzo 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Una recente revisione sistematica con metanalisi di 5 studi clinici randomizzati (6140 partecipanti) dimostra che nelle persone con obesità con e senza DT2 orforglipron orale riduce peso corporeo e glicata in modo dose-dipendente. Il calo ponderale raggiunge -11,8 kg nei soggetti non diabetici, con riduzione della glicata sino a -1,29%. Eventi gastrointestinali e interruzioni aumentano alle dosi più alte. Non emerge un incremento di pancreatite acuta.

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Febbraio 24, 2026 GM

I microRNA esosomiali miR-7116-3p derivati da cellule progenitrici endoteliali alleviano la disfunzione endoteliale indotta da iperglicemia, prendendo di mira i complessi Orai1-IGFBP3

A cura di Giuseppe Frazzetto
24 febbraio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Le complicanze vascolari correlate al diabete sono causate principalmente dalla disfunzione endoteliale indotta da alti livelli di glucosio. Gli esosomi derivati dalle cellule progenitrici endoteliali hanno mostrato un potenziale terapeutico modulando le funzioni cellulari attraverso il rilascio di molecole bioattive, in particolare microRNA. Un recente studio esamina il ruolo degli esosomi derivati dalle cellule progenitrici endoteliali e del loro carico di miRNA nel mitigare la disfunzione endoteliale indotta dall’iperglicemia, prendendo di mira l’asse di segnalazione Orai1-IGFBP3, mediatore critico dell’ingresso di calcio endoteliale e della patologia vascolare nel diabete. I dati presentati supportano il potenziale terapeutico degli esosomi e del miR-7116-3p nell’attenuazione della disfunzione endoteliale indotta da iperglicemia. La ricerca futura potrà promuovere la loro applicazione attraverso l’ingegneria degli esosomi.

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Febbraio 17, 2026 GM

I GLP-1 RA sono associati a una riduzione della mortalità in seguito a ulcere del piede diabetico: uno studio osservazionale a livello nazionale

A cura di Francesco Fasulo, in collaborazione con Marina Valenzano, Maria Elena Valera Mora e Roberta Poli
17 febbraio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Una nuova ricerca francese, condotta su scala nazionale e pubblicata su Diabetes Care, lancia un monito: l’ulcera del piede diabetico non minaccia solo l’arto, ma la vita stessa della persona (entro 1 solo anno dalla comparsa della prima ulcera, il 14,6% dei soggetti perde la vita). Lo studio, che ha monitorato oltre 133.000 persone, getta luce su una realtà clinica spesso sottovalutata, analizzando fattori di rischio e protettivi. In questo scenario complesso, i GLP-1 RA si distinguono come potenziale alleato terapeutico: il loro beneficio è stato osservato anche nei soggetti più fragili che hanno subito amputazioni maggiori.

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Febbraio 10, 2026 GM

Medicina di precisione con i GLP-1 RA nelle persone con diabete tipo 2: approfondimenti attuali e prospettive future

A cura di Raffaele D’Arco
10 febbraio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – La crescente diffusione dei GLP-1 RA nel trattamento del DT2 ha evidenziato un’ampia variabilità individuale nella risposta terapeutica, stimolando l’interesse verso un approccio di medicina di precisione. Una recente revisione analizza in modo integrato le evidenze disponibili su fattori clinici, biologici e genetici che influenzano l’efficacia dei farmaci. I dati mostrano che predittori clinici consolidati come l’HbA1c basale, il BMI, la funzione β cellulare residua, la durata del diabete e il sesso rappresentano i determinanti più robusti della risposta glicemica e del calo ponderale.

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