Presentato all’ESC 2026 e pubblicato su Lancet Regional Health Europe, un ampio studio osservazionale mostra come un avvio tempestivo della terapia con statine dopo la diagnosi di T2D sia correlato a una minore incidenza di demenza a lungo termine. Risultati che, pur richiedendo conferme da trial prospettici dedicati, suggeriscono un potenziale ruolo protettivo vascolare nell’impostazione precoce del trattamento.
Presentato all’ESC 2026 e pubblicato su New England Journal of Medicine, lo studio REACT condotto su un’ampia coorte di adulti senza malattia cardiovascolare nota, ha valutato la presenza di aterosclerosi silente mediante ecografia 3D carotidea e femorale e TC coronarica. Un’aterosclerosi silente è stata rilevata nel 57% dei partecipanti, anche tra quelli più giovani, indicando che la classificazione del rischio cardiovascolare con lo SCORE2 potrebbe risultare sottostimata.
Una review narrativa (Diabetes Obes Metab, 2026) evidenzia una spiccata eterogeneità di risposta a GLP-1 RA e doppi agonisti GLP-1/GIP, particolarmente marcata nell’obesità senza diabete (mancata risposta con calo ponderale <5% nel 10% dei soggetti nei trial e in quote maggiori nella pratica reale). Poiché i marcatori genetici, metabolici o del microbiota sono ancora preliminari e non applicabili al singolo paziente al basale, la valutazione della risposta precoce al trattamento si conferma l’unico predittore clinico solido e praticabile.
Un trial di fase 2 (Lancet, 2026) su 179 adulti con sovrappeso o obesità senza diabete mostra che mazdutide (agonista duale GLP-1/glucagone settimanale) induce una marcata riduzione ponderale dose-dipendente a 32 settimane: fino al −18,1% con 16 mg e −15,6% con 10 mg (vs −0,9% con placebo). Profilo di sicurezza prevalentemente gastrointestinale, con discontinuazione nel 20% dei casi alla dose massima; un dato che supporta il potenziale dell’agonismo combinato con il glucagone, da confermare in studi di fase 3.
Una meta-analisi di 16 RCT (6.611 partecipanti) su Diabetes Care mostra che gli agonisti duali GLP-1/glucagone (GLP-1R/GCGR) riducono il peso corporeo di circa il 7,4% e migliorano tutti i fattori di rischio cardiometabolici; rispetto ai GLP-1 RA selettivi, ottengono una riduzione aggiuntiva dei trigliceridi (−0,28 mmol/L). Il dato suggerisce un profilo metabolico qualitativamente diverso, da confermare in ampi studi di outcome clinico.
In un target trial emulation su Diabetes Obes Metab, i GLP-1 RA mostrano un potenziale beneficio sullo scompenso cardiaco rispetto a DPP-4i, SGLT2i e terapia standard, anche nel diabete di tipo 2 con BMI <27 kg/m²; rispetto agli SGLT2i si riducono anche i MACE, ma non la mortalità per tutte le cause. I dati pur suggerendo benefici cardiovascolari oltre la perdita di peso, sono comunque da interpretare con cautela.
Un recente studio su JAMA (GBD 2023) stima che nel 2023 l’LDL-C elevato abbia causato 3,6 milioni di morti (6% della mortalità globale) e 90,7 milioni di DALY – anni di vita persi per morte prematura o vissuti con disabilità- per cardiopatia ischemica e ictus. Nonostante un calo del 45% dei tassi standardizzati dal 1990, il carico assoluto cresce per invecchiamento demografico e si concentra nei paesi a medio reddito evidenziando la necessità di colmare le lacune di screening e potenziare l’accesso a diagnosi e terapie.+