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Diabete No Grazie

È ora di allenarsi! Sì, ma a che ora?

Per le persone con diabete tipo 2 l’attività fisica – fondamentale per la salute metabolica e cardine per la gestione della malattia – non ha orario. Sarebbe però meglio praticarla nel tardo pomeriggio o in prima serata, soprattutto se a intensità moderata-elevata, ottenendo così un vantaggio aggiuntivo in termini di controllo glicemico, sfruttando i ritmi naturali del corpo e ricevendo il massimo beneficio con il medesimo sforzo.

A cura di Valentina Paternò

9 aprile 2026 (Gruppo ComunicAzione)

Introduzione
L’attività fisica rappresenta uno dei cardini nella gestione del diabete tipo 2, con effetti documentati sul miglioramento del controllo glicemico e una maggiore sensibilità insulinica. Durante l’esercizio il muscolo utilizza direttamente gli zuccheri come fonte energetica, contribuendo alla riduzione della glicemia e al miglioramento dell’equilibrio metabolico.

Peraltro, negli ultimi anni l’attenzione si è progressivamente spostata non solo sulla quantità e sull’intensità dell’attività fisica, ma anche sul suo timing, ovvero sul momento della giornata in cui viene svolta.

Il nostro organismo è regolato da ritmi biologici di circa 24 ore, detti circadiani, che coordinano la secrezione ormonale, il metabolismo energetico e il sonno.

Nello specifico, il cortisolo – noto come “ormone dello stress” – è più elevato al mattino e favorisce l’attivazione dell’organismo, riducendo la sensibilità all’insulina e aumentando la disponibilità degli zuccheri nel sangue; al contrario, la melatonina, ormone legato al sonno, aumenta nelle ore serali e notturne ed è anch’essa associata a una fisiologica riduzione della sensibilità insulinica.

Di conseguenza, anche l’insulina e il metabolismo degli zuccheri seguono tali variazioni, determinando momenti della giornata in cui l’organismo utilizza l’energia in modo più o meno efficiente.

Nel diabete tipo 2 tali ritmi risultano alterati, con una ridotta capacità di regolare la glicemia. E in tale contesto anche la risposta all’esercizio fisico varia nel corso della giornata: allenarsi in una fase in cui l’organismo è più sensibile all’insulina e utilizza meglio gli zuccheri può amplificare i benefici metabolici.

Perché il pomeriggio è più favorevole?
Le evidenze suggeriscono che l’attività fisica svolta nel tardo pomeriggio o in prima serata, rispetto a quella eseguita al mattino, sia associata a un miglioramento più marcato del controllo glicemico, poiché i livelli di cortisolo e melatonina sono entrambi relativamente più bassi e la sensibilità insulinica è maggiore.

La differenza può essere spiegata da diversi meccanismi fisiologici. Al mattino i livelli di cortisolo, ormone che serve a “metterci in moto”, sono naturalmente più elevati. Il cortisolo stimola il fegato a rilasciare zuccheri nel sangue per fornire energia immediata, la sensibilità all’insulina risulta ridotta e la capacità del muscolo di utilizzare gli zuccheri è inferiore. In tale contesto, soprattutto in presenza di esercizio ad alta intensità, può verificarsi un aumento temporaneo della glicemia.

Un ulteriore elemento è rappresentato dallo stato infiammatorio. Il diabete tipo 2 è caratterizzato da una condizione di infiammazione cronica di basso grado, che contribuisce alla resistenza all’insulina. Alcuni dati indicano che l’esercizio svolto al mattino si associa a una risposta infiammatoria più marcata rispetto a quello pomeridiano.

A ciò si aggiunge il ruolo dei mitocondri, strutture cellulari responsabili della produzione di energia. Nel diabete tipo 2 la loro funzione è ridotta e perde il normale andamento circadiano. Il pomeriggio rappresenta tuttavia la fase in cui la capacità del muscolo di produrre energia risulta relativamente più efficiente, facilitando così una risposta metabolica più favorevole all’esercizio. 

Intensità dell’esercizio
L’effetto del timing appare particolarmente rilevante negli esercizi a maggiore intensità. Tra questi, l’allenamento a intervalli ad alta intensità, che consiste nell’alternanza di brevi periodi di esercizio intenso e fasi di recupero brevi. Questo tipo di attività determina un marcato stimolo metabolico e migliora in modo significativo l’utilizzo degli zuccheri da parte dei muscoli.

Diversi studi indicano che l’allenamento a intervalli ad alta intensità svolto nel pomeriggio è associato a un miglioramento del controllo glicemico nelle 24 ore, mentre se eseguito al mattino può risultare meno efficace o associarsi a un incremento transitorio della glicemia.

L’attività fisica a bassa o moderata intensità risulta favorevole indipendentemente dall’orario, con minori differenze legate al momento della giornata.

Implicazioni pratiche
L’attività fisica deve essere incoraggiata a qualsiasi ora della giornata, in quanto rappresenta un intervento fondamentale per la salute metabolica.

Tuttavia, nelle persone con diabete tipo 2 l’esecuzione dell’esercizio nel tardo pomeriggio o in prima serata, soprattutto se a intensità moderata-elevata, può offrire un vantaggio aggiuntivo in termini di controllo glicemico, sfruttando i ritmi naturali del corpo e ottenendo il massimo beneficio con lo stesso sforzo.

È importante sottolineare che la risposta all’esercizio può variare tra i soggetti e che sono necessari ulteriori studi per definire raccomandazioni cliniche più precise.


Exercise timing and circadian regulation of metabolism in type 2 diabetes
Trends Endocrinol Metab 2026 Mar 19:S1043-2760(26)00030-5