Citisina: un aiuto concreto per smettere di fumare, senza costi per la persona con diabete
A cura di Gisella Boselli
14 maggio 2026 (Gruppo ComunicAzione)
Introduzione
Per le persone con diabete smettere di fumare è una delle scelte più importanti per proteggere la propria salute. Il fumo rappresenta infatti un potente fattore di rischio cardiovascolare: aumenta significativamente la probabilità di infarto, ictus e complicanze vascolari, già più frequenti in chi convive con il diabete.
Ma smettere non è semplice. La dipendenza da nicotina è una condizione complessa, che spesso richiede un percorso strutturato e multidisciplinare, in cui terapia farmacologica e supporto psicologico e comportamentale agiscono insieme per aumentare le possibilità di successo. In questo scenario si inserisce la citisina, una molecola estratta dalla pianta del maggiociondolo (Cytisus laburnum), che dal 30 marzo 2026 è rimborsabile da parte del Servizio Sanitario Nazionale per quanti si rivolgono ai centri antifumo.
Capiamo come funziona…
La citisina è una sostanza naturale di origine vegetale, simile alla nicotina, che agisce sugli stessi recettori nel cervello coinvolti nella dipendenza. Quando si fuma, la nicotina stimola questi recettori e provoca il rilascio di dopamina, una sostanza legata al piacere e alla gratificazione, alla base della dipendenza. La citisina si lega agli stessi recettori, ma li attiva in modo più “debole”: ciò consente di ridurre i sintomi dell’astinenza e il desiderio di fumare senza creare una nuova dipendenza. Allo stesso tempo, occupando tali recettori, impedisce alla nicotina di esercitare il suo effetto completo. Per questo motivo, se si fuma durante il trattamento, la sigaretta risulta meno soddisfacente o addirittura sgradevole.
I dettagli della ricerca
Numerosi studi clinici hanno confermato efficacia e sicurezza della citisina nel supportare la cessazione del fumo: tra i principali, segnaliamo un’ampia metanalisi (analisi che combina i risultati di più studi) che ha valutato i risultati di 14 studi clinici su migliaia di fumatori. I risultati mostrano che:
- chi assume citisina ha più del doppio delle probabilità di smettere di fumare rispetto a chi non ha ricevuto alcun trattamento, un placebo o le cure abituali;
- rispetto alle terapie sostitutive della nicotina (come cerotti o gomme), la citisina si è dimostrata più efficace, aumentando le probabilità di smettere di circa il 36%;
- ha un’efficacia paragonabile alla vareniclina, uno dei farmaci più utilizzati per smettere di fumare;
- un trattamento prolungato aumenta la probabilità di astinenza del 29% rispetto al trattamento standard.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, non sono state trovate differenze significative tra citisina e placebo o tra citisina e vareniclina. Inoltre, la maggior parte degli effetti indesiderati documentati era lieve (sogni insoliti, nausea o mal di testa).
Cosa cambia per i fumatori che vogliono smettere?
La rimborsabilità della citisina rappresenta un cambiamento importante: la citisina, già nota e utilizzata in Italia in formulazione galenica, diventa ora disponibile in una versione industriale e soprattutto rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale, con un impatto economico contenuto anche per lo stesso.
La terapia è strutturata su un ciclo di 25 giorni, con dose alta iniziale e progressiva riduzione fino alla sospensione. La novità principale è l’ampliamento dell’accesso a una terapia farmacologica: possono ottenerla gratuitamente tutti i maggiorenni che desiderano smettere di fumare, purché si rivolgano ai centri antifumo e seguano un percorso con adeguato counselling. Non è più necessario avere patologie come la broncopneumopatia cronica ostruttiva o malattie cardiache, come per la vareniclina, storicamente rimborsata solo per soggetti con specifiche condizioni cliniche.
Adesso, dunque, anche i fumatori “sani” possono ricevere supporto farmacologico. Restano comunque criteri di sicurezza, con alcune controindicazioni specifiche (ipersensibilità al principio attivo, gravidanza, allattamento, ipertensione severa, aterosclerosi avanzata, insufficienza cardiaca, infarto miocardico recente o aritmie, ulcera duodenale, ecc.). L’obiettivo è intervenire prima che insorgano malattie legate al fumo. Si tratta quindi di un cambiamento significativo in termini di prevenzione e accesso alle cure.
Systematic review and meta-analyses of cytisine to support tobacco cessation
Addiction 2024 Oct;119(10):1713-25


