Skip to content

Diabete No Grazie

Il lavoro mi uccide…

Un recente studio sottolinea l’associazione tra stress da lavoro e progressione della malattia cardiometabolica. I risultati incoraggiano a ridurre la tensione e lo stress indotto dal lavoro in persone già affette da patologie cardiometaboliche.
a cura di Francesco Romeo

La malattia cardiometabolica è una causa comune di mortalità e morbilità in tutto il mondo, con conseguenti ingenti spese sanitarie. A oggi, l’attenzione è concentrata sulla prevenzione e il trattamento delle malattie cardiometaboliche attraverso lo stile di vita e gli interventi farmacologici. Tuttavia, data l’aumentata prevalenza delle malattie cardiometaboliche e le loro complicanze associate, si è reso necessario individuare nuovi fattori di rischio per la prevenzione e nuove modalità di trattamento. In tale contesto, c’è stato un crescente interesse intorno all’associazione tra queste malattie e lo stress da lavoro. Molti studi hanno collegato lo stress da lavoro all’aumentato rischio di malattia coronarica, diabete tipo 2, ictus e sindrome metabolica e hanno dimostrato che lo stress da lavoro potrebbe influenzare lo sviluppo della malattia cardiometabolica. Tuttavia, l’associazione fra stress da lavoro e progressione della malattia cardiometabolica in termini di outcome non è stata adeguatamente studiata.

In un recente lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology, gli autori riportano i risultati di uno studio condotto per valutare l’effetto dello stress da lavoro sul rischio di mortalità, utilizzando i dati derivanti dai risultati di sette studi del consorzio Working Populations (IPD-Work) condotti tra il 1985 e il 2002 in Finlandia, Francia, Svezia, Regno Unito. Gli sperimentatori hanno utilizzato alcuni aspetti psicosociali associati al lavoro per definire le esposizioni allo stress da lavoro, sulla base dei due principali modelli teorici esistenti in questo campo: il controllo della domanda (tensione nel lavoro) e lo squilibrio tra sforzo e ricompensa. Il modello di controllo della domanda propone che la combinazione di elevate esigenze psicologiche e un minimo controllo del processo decisionale conduce a uno sforzo fisiologico. Il modello dello squilibrio tra sforzo e ricompensa postula che la mancanza di reciprocità tra lo sforzo e la ricompensa sul lavoro potrebbe suscitare reazioni di stress con conseguenze avverse sulla salute. Dopo una media di 13,9 anni di follow-up, il gruppo di sperimentatori ha rilevato un aumentato rischio di mortalità negli uomini con malattia cardiometabolica, un’associazione che è rimasta anche dopo aggiustamento per ulteriori fattori di rischio convenzionali, terapia e stile di vita, nonché correzione statistica. Tuttavia, nessun effetto significativo è stato osservato in donne e individui senza malattia cardiometabolica in entrambi i modelli teorici. La prevalenza di malattie mentali, come angoscia psicologica, depressione clinica e ansia, è risultata più alta tra i pazienti con malattia cardiometabolica che nella popolazione generale. Inoltre, rispetto a persone senza stress, quelle con lo stress da lavoro tendono ad avere una maggiore prevalenza di malattie mentali. Questi disagi psicologici potrebbero essere, a giudizio degli autori, alla base dell’aumento del rischio di mortalità nei pazienti con malattia cardiovascolare o diabete.

Un limite dello studio è rappresentato dal fatto che altre condizioni stressanti sul lavoro, come isolamento sociale, solitudine, anche mobbing sul posto di lavoro e l’insicurezza del posto di lavoro stesso, che potrebbero contribuire alla progressione della malattia cardiometabolica, non sono stati considerati nello studio IPD-Work.

Secondo gli autori, i dati ottenuti incoraggiano a ridurre lo stress da lavoro soprattutto nelle persone con malattie cardiometaboliche e a proseguire con ricerche mirate a individuare quali fattori e quali mediatori potrebbero essere maggiormente associati al binomio stress da lavoro e rischio di mortalità.


Work stress and risk of death in men and women with and without cardiometabolic disease: a multicohort study
The Lancet Diabetes & Endocrinology. Published online June 5, 2018.