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Diabete No Grazie

La dieta per un mondo più sano

Più che proibire il pessimo cibo, più importante sarebbe promuovere gli alimenti (frutta, verdura, legumi, cereali, latte, frutta secca, fibre, calcio, pesce ricco in omega-3) che mantengono in salute noi e preservano il nostro pianeta…
a cura di Marcello Monesi

La nostra salute dipende da quello che mangiamo.

Se questa affermazione è difficilmente confutabile, tanti sono i quesiti che cercano ancora una risposta definitiva: esiste una dieta ideale? Quali sono gli alimenti che contano di più? Esiste un comportamento alimentare salutare e sostenibile a livello globale?

A queste domande prova a rispondere un importante studio pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista medica The Lancet. Condotto da centinaia di ricercatori su dati provenienti da 195 paesi, lo studio ha valutato il consumo di cibi e nutrienti su scala globale e quantificato come la loro non corretta assunzione sia un rischio per sviluppare malattie e causare morte.

Gli ampi risultati della ricerca chiariscono un alcuni punti fondamentali:

  • a livello globale, nel 2017 l’assunzione di cibi salutari è stato insufficiente (in particolare, bassi sono stati i consumi di noci, semi, latte e cereali integrali);
  • mentre sono stati consumati troppi cibi dannosi per la salute (bevande zuccherate, sale, carni rosse);
  • la correzione delle abitudini alimentari potrebbe prevenire un decesso su 5: nel solo 2017 sono stati più di 11 milioni, cioè il 22% delle morti in età adulta, quelli attribuibili alla dieta non adeguata, in gran parte per malattie cardiovascolari, tumori e diabete.

Ma quali sono i comportamenti alimentari più dannosi? Oltre la metà dei decessi imputabili alla dieta dipendono da:

  • troppo sale,
  • pochi cereali integrali,
  • poca frutta.

Piuttosto che proibire il consumo di cibi non salutari, concludono gli autori, sarebbe ben più importante promuovere quelli che ci mantengono in salute: frutta, verdura, legumi, cereali, latte, frutta secca, fibre, calcio, pesce ricco in omega-3.

I problemi non mancano, primo fra tutti la disparità economica che si tramuta in disparità alimentare, che nel mondo industrializzato conduce a un eccesso di consumo di sale, zuccheri e carne rossa, e nei paesi in via di sviluppo a un costo eccessivo di frutta, verdura e altri nutrienti sani.

Per tale motivo gli autori, riuniti nel gruppo Global Burden of Disease, raccomandano l’adozione di politiche globalmente integrate per favorire la modifica radicale dei comportamenti alimentari, allo scopo di proteggere la salute dell’uomo e del pianeta.


Health effects of dietary risks in 195 countries, 1990-2017: A systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2017 
Lancet. 2019 Apr 3. [Epub ahead of print]