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Diabete No Grazie

Salute cardiometabolica: quali i fattori in gioco?

Cos’è più importante per la salute cardiometabolica: il tempo trascorso in regime di sedentarietà, l’attività fisica ad alta intensità o il fitness cardiorespiratorio?
a cura di Francesco Romeo

La malattia cardiovascolare è la principale causa di mortalità nel mondo e contribuisce in maniera sostanziale ad aumentare le richieste di assistenza sanitaria ed i relativi costi. L’attività fisica regolare moderata-intensa è un intervento terapeutico non farmacologico chiave per ridurre il rischio cardiovascolare. Ma nella vita quotidiana essa occupa solo una piccola parte della giornata, trascorsa per lunghi tratti in regime di sedentarietà –considerata controproducente in termini di salute cardiovascolare.

Anche il fitness cardiorespiratorio, cioè la capacità aerobica, determinata da frequenza e capacità dell’impegno fisico, è un altro fattore di salute cardiometabolica. Non dipende solo dall’attività fisica ma anche da ragioni genetiche, comportamentali e ambientali. Di conseguenza, qualcuno potrebbe impegnarsi in attività fisica regolare moderata-intensa e non avere un’elevata capacità aerobica o, al contrario, avere un’elevata capacità aerobica senza impegnarsi in attività fisica regolare moderata-intensa.

Pertanto, sebbene queste tre condizioni appaiano fra di loro in qualche misura correlate, andrebbero considerate in maniera indipendente come determinati della salute cardiometabolica.

Uno studio recentemente pubblicato ha esaminato l’associazione indipendente e combinata fra tempo di sedentarietà, attività fisica a elevata intensità e sindrome metabolica e stato di diabete. L’indagine, condotta nei Paesi Bassi, ha analizzato 1933 pazienti fra i 40 e i 75 anni di età nei quali sedentarietà e attività fisica a elevata intensità sono state misurate con un particolare strumento che ha registrato le posture (seduto/sdraiato, in piedi, cammino). La capacità aerobica è stata misurata attraverso il test da sforzo con cicloergometro. La sindrome metabolica è stata definita dalla presenza di almeno tre delle seguenti condizioni: obesità addominale, ipertrigliceridemia, basso colesterolo HDL (colesterolo buono), elevati valori di pressione arteriosa e valori elevati di glicemia. Lo stato di diabete (la sua assenza, prediabete e diabete tipo 2) è stato valutato attraverso la determinazione della curva da carico orale di glucosio.

Tempo di sedentarietà elevato, con attività fisica a elevata intensità e capacità aerobica bassa sono risultati associati a maggiore incidenza di sindrome metabolica e diabete tipo 2, indipendentemente l’uno dall’altro. Nei pazienti con capacità aerobica e attività fisica a elevata intensità il rischio di sindrome metabolica e diabete era maggiore nei pazienti con capacità aerobica più bassa, indipendentemente dall’attività fisica a elevata intensità. Negli individui con entrambi i valori bassi, è stata registrata una probabilità particolarmente elevata di sindrome metabolica e diabete tipo 2.

Allo stesso modo, rispetto ai partecipanti con elevata capacità aerobica e bassa sedentarietà, quelli con media o bassa capacità aerobica hanno avuto probabilità più elevate di sviluppare sindrome metabolica, prediabete e diabete di tipo 2, indipendentemente dal livello di sedentarietà.

I soggetti con elevata capacità aerobica e alta sedentarietà si associavano a probabilità significativamente elevate di andare incontro a sindrome metabolica e diabete di tipo 2. Le probabilità più alte erano osservate in individui con capacità aerobica bassa e sedentarietà elevata.

Secondo i risultati dello studio sembrerebbe quindi che l’attività fisica intensa è sicuramente importante nel prevenire sindrome metabolica e diabete, ma lo è ancora di più la capacità aerobica del singolo individuo.


Which is more important for cardiometabolic health: sedentary time, higher intensity physical activity or cardiorespiratory fitness? The Maastricht Study 
Diabetologia 2018 Dec;61(12):2561-2569