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Diabete No Grazie

Se l’olio non è di oliva…

Il consumo di alcuni olii sottoposti a cottura si correla positivamente con il rischio di diabete tipo 2 in una popolazione cinese.
a cura di Alessandra Clerico

Numerosi dati evidenziano una relazione tra assunzione di acidi grassi (ad esempio, gli olii vegetali) e rischio di diabete tipo 2. Resta tuttavia poco chiaro se vi sia una correlazione tra l’assunzione di oli sottoposti a cottura e incidenza di diabete tipo 2.

In tale prospettiva, obiettivo di un recente studio pubblicato sul Journal of Nutrition è stato valutare se ci sia appunto relazione tra assunzione di oli sottoposti a cottura e incidenza di diabete tipo 2 in una popolazione cinese. Sino al 2011 i ricercatori hanno seguito complessivamente circa 15.000 soggetti adulti con età superiore a 20 anni senza storia di diabete tipo 2 facenti parte dello studio China Health and Nutrition Survey.

Il consumo di svariati olii o grassi sottoposti a cottura – lardo, olio di arachidi, olio di soia, olio di canola (estratto da una varietà di semi di colza geneticamente modificati), olio di sesamo e olio vegetale raffinato misto – è stato valutato utilizzando una puntuale registrazione quotidiana del loro consumo e calcolandone quindi il consumo medio quotidiano. Successivamente è stato utilizzato un modello statistico per valutare se esistesse una correlazione significativa tra consumo di oli e rischio di diabete tipo 2.

1014 soggetti sono stati seguiti per un totale di 14 anni e l’assunzione di grassi di origine animale ma anche oli di origine vegetale si è dimostrata essere correlata al rischio di sviluppo di diabete tipo 2. Se confrontati con i soggetti non consumatori, il rischio risultava sempre superiore a 1, quindi significativo, per coloro che assumevano elevate quantità di lardo (= 1,31), di olio di arachidi (= 1,36) e di olio vegetale raffinato misto (= 1,42), mentre non risultava una correlazione significativa per gli olii di soia, di canola e di sesamo. Sostituendo solamente 1 cucchiaino al giorno (8 grammi) di olio di soia nel computo totale giornaliero di consumo di lardo, olio di arachidi e olio vegetale raffinato misto e altri oli vegetali si registrava una riduzione del 3% di rischio di diabete tipo 2.

Gli autori concludono dunque che il rischio di diabete si assocerebbe all’assunzione di lardo, di olio di arachidi e di olio vegetale raffinato misto ma non a olio di soia, di canola o di sesamo, sottolineando comunque come in generale la riduzione dell’utilizzo di oli di cottura possa essere fattore protettivo nei confronti del diabete tipo 2, quanto meno in una popolazione di origine cinese.


Cooking Oil Consumption Is Positively Associated with Risk of Type 2 Diabetes in a Chinese Nationwide Cohort Study
J Nutr. 2020 May 4. Epub ahead of print