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Diabete No Grazie

Stop al fumo nel diabete: istruzioni per l’uso

Nelle persone con diabete smettere di fumare riduce il rischio cardiovascolare e la mortalità e può migliorare il controllo glicemico. Curare il diabete significa quindi anche aiutare concretamente il paziente a smettere di fumare: è questo il focus della prima consensus internazionale del DiaSmokeFree Working Group, che fornisce ai clinici indicazioni pratiche per accompagnare le persone con diabete nel percorso di cessazione. Il primo passo è indagare se il paziente fuma, offrire aiuto psicologico e farmacologico, come la vareniclina e un follow-up strutturato per monitorare glicemia e peso e prevenire le ricadute.

A cura di Giulia Tartaro – Gruppo ComunicAzione

15 ottobre 2026

Risultati
Smettere di fumare dovrebbe essere considerata una parte fondamentale della cura del diabete e delle persone a rischio cardiometabolico, essendo il fumo un fattore modificabile per diabete e malattie cardiovascolari.

Gli interventi più efficaci sembrano essere quelli intensivi, personalizzati e prolungati nel tempo, capaci di adattarsi alle diverse fasi del percorso e anche alle eventuali ricadute.

Il contesto
Il fumo nelle persone con diabete si associa a un peggior controllo glicemico, a un aumento complessivo della mortalità del 55% e a un maggior rischio di complicanze cardiovascolari (aumento del rischio di ictus del 44% e di infarto del 52%). Aumenta inoltre il rischio di arteriopatia periferica e amputazioni ed è associato a progressione della nefropatia diabetica.

Non solo, fumare aumenta il rischio di sviluppare di diabete tipo 2.

Al contrario, smettere di fumare può invece ridurre il rischio di complicanze e migliorare la qualità di vita. La maggior protezione cardiovascolare si ottiene nei soggetti che non subiscono un importante incremento di peso corporeo dopo aver smesso di fumare, anche se i benefici della cessazione del fumo a lungo termine sulla riduzione della mortalità per tutte le cause sono risultati significativi e indipendenti dalle variazioni di peso.

Eppure, sino a oggi le indicazioni delle società scientifiche erano generiche: essenzialmente si raccomandava la cessazione del fumo senza fornire ai diabetologi strumenti concreti per aiutare la persona. Sono state recentemente pubblicate le prime raccomandazioni internazionali da parte del DiaSmokeFree Working Group – un gruppo multidisciplinare composto da 35 esperti provenienti da 13 paesi, con la partecipazione di specialisti della diabetologia italiana – sulla cessazione del fumo nelle persone con diabete.

Cosa dice il nuovo studio
Gli operatori sanitari dovrebbero chiedere regolarmente ai loro assistiti se fumano e discutere con essi le possibili strategie per smettere; dopo la cessazione dell’abitudine tabagica è raccomandato un primo controllo entro 2 settimane e un secondo a 4 settimane, verificando glicemia, peso, pressione ed eventuali interazioni tra cessazione del fumo e farmaci.

Tra i farmaci disponibili nel trattamento della dipendenza da nicotina, la vareniclina è quella con le evidenze più solide ed è suggerita come terapia di prima linea; se non disponibile o controindicata in alternativa troviamo i sostituti della nicotina o il bupropione, anche se nel diabete hanno poche evidenze disponibili. (Ricordiamo che in Italia dal 30 marzo 2026 è disponibile anche la citisina – una molecola, con meccanismo analogo, estratta dalla pianta del maggiociondolo –, rimborsabile da parte del Servizio Sanitario Nazionale per quanti si rivolgono ai centri antifumo.) Alla terapia farmacologica deve essere comunque sempre associato un aiuto psicologico (colloquio motivazionale o terapia cognitivo-comportamentale).

Il percorso di abolizione del fumo deve coinvolgere necessariamente anche la gestione del peso,valutando l’introduzione di farmaci che favoriscono il calo ponderale, come ad esempio gli agonisti del recettore del GLP-1 che potenzialmente sono in grado di ridurre il craving (il desiderio irresistibile, che si manifesta nell’ambito di una dipendenza, di assumere una determinata sostanza o attuare un determinato comportamento) e contrastare l’aumento di peso iniziale; tuttavia, le evidenze a oggi non sono sufficienti per raccomandarne l’utilizzo sistematico.

Nel percorso possono trovare spazio anche strumenti alternativi, come le sigarette elettroniche e le app di salute digitale, che potrebbero facilitare la transizione e offrire un supporto continuativo nel tempo.

Cosa significa per chi ha il diabete?
Smettere di fumare fa parte della cura del diabete, proprio come controllare glicemia, pressione e colesterolo. Smettere è difficile e non dovrebbe essere lasciato alla sola forza di volontà: esistono percorsi di supporto e terapie farmacologiche per accompagnare i pazienti nell’arduo percorso da affrontare.


International consensus recommendations for smoking cessation in type 2 diabetes from the DiaSmokeFree Working Group
Diabetes Research and Clinical Practice. 2026 Aug 28. Online ahead of print