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Diabete No Grazie

Tumori, un grasso problema

Essere grassi fa male. Ormai tutti sono coscienti del rapporto diretto fra sovrappeso e obesità e rischio cardiovascolare. Pochi sanno che il grasso in eccesso soprattutto addominale è tra le cause prevenibili di morte.
Intervista a Lucia Frittitta

Dimagrire serve eccome:grandi obesi diventati semplicemente sovrappeso, nell’arco di 25 anni hanno ridotto del 50% la mortalità per tumore. Anche un minore dimagrimento potrebbe avere buoni risultati.Tra le cause di tumore che possono essere rimosse, il sovrappeso e l’obesità sono seconde solo al fumo come fattore di rischio. «Un legame statistico fra obesità, comparsa del tumore e probabilità di morire a causa di quel tumore esiste ed è chiaro», spiega Lucia Frittitta, docente di Endocrinologia all’Università di Catania e membro del Direttivo della Società Italiana di Diabetologia. «Il rapporto è spesso lineare: ogni chilo in più di peso, o per meglio dire ogni centimetro di giro vita in più sopra la norma – che è di 88 centimetri per le donne e 102 per gli uomini – comporta un aumento del rischio».

Quali tipi di tumore sono legati al sovrappeso e all’obesità?
Tranne quello al polmone – che è legato al fumo e all’inquinamento – vi è un rapporto statistico fra l’aumento del peso e molti tipi di tumore. Il rapporto più forte riguarda il tumore dell’endometrio, la parete interna dell’utero, rischio che aumenta di tre volte nelle persone obese e del 50% tra quelle in sovrappeso. Nel tumore alla tiroide, al colon-retto e al rene, l’aumento di probabilità per gli obesi varia dal 24 al 50%. Per il tumore alla mammella la probabilità aumenta dell’8% nelle persone sovrappeso e del 13% negli obesi. Inoltre apparentemente, negli obesi l’evoluzione del tumore è più veloce e più aggressiva.

Che rapporto c’è fra sovrappeso o obesità e il tumore?
I rapporti sono diversi e i meccanismi non sono del tutto chiari. In alcuni casi l’obesità pone le precondizioni per il tumore in quano favorisce delle malattie locali che, a loro volta, favoriscono il tumore. Pensiamo al cancro all’esofago che spesso è legato al reflusso gastroesofageo frequente nell’obesità: le sostanze acide presenti nello stomaco risalgono nell’esofago danneggiandone la parete interna. Questa deve riformarsi e in questo processo possono scattare le alterazioni che danno vita al tumore. Inoltre, chi è obeso mangia probabilmente un eccesso di carni rosse e insaccati, con uno squilibrio alimentare che è stato collegato all’insorgenza dei tumori del colon-retto. Ma il rapporto è spesso più sottile. Vede, noi pensiamo al grasso come a del tessuto in più, in realtà si tratta, di un vero e proprio ‘organo’, come il pancreas o la tiroide o il fegato, molto attivo nel produrre sostanze. Per esempio, il grasso addominale produce un eccesso di ormoni femminili, gli estrogeni, che hanno effetto solo in quei tessuti dove si trovano i loro recettori, come l’endometrio. L’adiponectina, un altra sostanza prodotta dal tessuto grasso, ha azione antiproliferativa: una sua riduzione, frequente nell’obesità, agisce sulle cellule facilitandone la proliferazione e indebolendo i meccanismi di ‘controllo qualità’ che portano alla morte delle cellule ‘diverse’. Un effetto simile può essere favorito dall’eccesso di glucosio e dall’eccesso di insulina nel sangue, altri due elementi caratteristici dell’obesità.

Parliamo di grasso in generale…
No, questo è importante. L’eccesso di grasso sottocutaneo, quello, per capirsi, che ricopre le gambe o le natiche o la schiena, non ha un ruolo decisivo. Così come accade per il rischio cardiovascolare è il grasso addominale il ‘colpevole’. Quindi la misura principale del rischio dovrebbe essere il giro vita.

Lei prima ha parlato di insulina. Da quando l’insulina è cancerogena!
No, facciamo attenzione a non dare messaggi sbagliati. Le persone con diabete non producono abbastanza insulina e quindi devono assumerne dall’esterno. Le persone obese e sovrappeso, generalmente senza diabete o nei primi passi di questa malattia, hanno il problema opposto: ne producono troppa. L’insulina, come l’IGF-1, un ormone la cui biodisponibilità aumenta nelle persone con peso in eccesso, è un fattore di crescita. Si tratta di un ‘brodo di coltura’ ideale per far crescere le cellule e questo vale anche per le cellule tumorali. Anzi ancora di più per queste. Il tessuto tumorale della mammella per esempio è ricco di recettori dell’insulina. Quindi il messaggio è: “Attenzione a non produrre troppa insulina”.

Dimagrire serve?
Dimagrire serve eccome. Ad esempio gli studi condotti su persone che hanno subito interventi di chirurgia bariatrica, grandi obesi che dopo l’intervento chirurgico sono diventati semplicemente sovrappeso perdendo circa un quarto del loro peso, hanno mostrato che nell’arco di 25 anni questi soggetti hanno ridotto del 40% nella donna e del 60% nell’uomo la mortalità per tumore. Credo che anche un minore dimagrimento, ottenuto riducendo la sedentarietà, riducendo l’apporto di grassi animali e aumentando l’assunzione di frutta e verdura potrebbe avere risultati paragonabili.

Ma il ‘grasso’ è come il ‘fumo’: prima si inizia maggiore è il rischio?
Diciamo meglio ‘prima si smette, minore è il rischio’. Sì, il grasso sembra avere un effetto dose-dipendente: la probabilità di sviluppare un tumore e l’evoluzione negativa di quest’ultimo dipende dalla ‘esposizione’ dell’organismo al sovrappeso in termini di entità e durata. Questa è una ulteriore ragione per temere l’epidemia di obesità fra i giovani e giovanissimi.

Ma perché non vediamo una campagna anti-sovrappeso simile a quella messa in atto con successo contro il fumo?
Forse la vedremo presto. Dopotutto sono occorsi decenni per superare le resistenze di vario tipo e far accettare ai decisori politici, e poi all’opinione pubblica, la necessità di un impegno preciso contro il fumo: con l’obesità speriamo di essere più rapidi!