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Diabete No Grazie

Vitamine, sali minerali: gli integratori. Che cosa è bene sapere

L’assunzione di integratori non sostituisce in alcun modo una dieta sana e bilanciata, e i medici devono informare quali siano i vantaggi derivanti dall’assumere vitamine e sali minerali con gli alimenti piuttosto che con gli integratori, indicati in particolari categorie di persone per le quali la normale alimentazione potrebbe esserne carente.
A cura di Alessandra Clerico

Negli Stati Uniti il mercato dei cosiddetti integratori, con più di 90.000 prodotti, si aggira attorno ai 30 miliardi di dollari e in una recente indagine – pubblicata sulla rivista JAMA – è emerso che circa il 52% degli statunitensi adulti utilizza almeno un integratore al giorno a base di vitamine e sali minerali con lo scopo di mantenersi in buona salute e prevenire le malattie.

Al di là però di tale diffuso entusiasmo, ricorda sempre l’indagine, nessuno studio clinico ha mai dimostrato che l’assunzione di integratori da parte di persone sane prevenga alcun tipo di patologia. Anzi: alcuni studi hanno suggerito che un’eccessiva assunzione di taluni prodotti (ad esempio beta-carotene, acido folico, vitamina E, selenio) può invece avere effetti negativi, incluso un aumentato rischio di mortalità, di cancro e di ictus emorragico. Inoltre, gli acquirenti di integratori dovrebbero sempre essere avvertiti che il loro uso non controllato potrebbe interferire con l’efficacia di alcuni farmaci o con i valori di alcuni parametri sanguigni.

E’ quindi bene che i medici diano risposte corrette alle frequenti domande che si sentono porre sull’argomento, ribadiscono gli autori dell’indagine, sottolineando – punto fondamentale – che l’assunzione di integratori non va a sostituire in alcun modo una dieta sana e bilanciata, informando di quali siano i vantaggi di assumere vitamine e sali minerali con gli alimenti piuttosto che con gli integratori. Le persone verrebbero così sapere che i micronutrienti presenti negli alimenti vengono più efficacemente assorbiti dal nostro organismo, oltre a essere associati a minori effetti collaterali, e che una dieta sana e bilanciata apporta un’ampia varietà di micronutrienti nel giusto rapporto quantitativo.

Se numerosi studi evidenziano che i benefici sulla salute sono molto più evidenti se ci si riferisce a singoli alimenti e/o regimi alimentari specifici, supplementare abitualmente la dieta della popolazione generale con micronutrienti e vitamine non è raccomandato dicono ancora gli autori dell’indagine, mentre resta indicato in particolari categorie di persone per le quali la normale alimentazione potrebbe esserne carente. Ad esempio, nelle donne in gravidanza è opportuna una supplementazione di acido folico, calcio, ferro e vitamina D. Nei neonati e nei bambini può essere utile una supplementazione di vitamina D, ferro e acidi grassi omega-3. Nella popolazione anziana sana potrebbe essere indicata una supplementazione di vitamina B12, di vitamina D e di calcio.

Alcune condizioni patologiche devono poi prevedere la supplementazione vitaminica come parte integrante della terapia. Ad esempio, i pazienti che hanno subito un intervento di chirurgia bariatrica necessitano di una integrazione con vitamine liposolubili, vitamine del gruppo B, ferro, calcio, zinco e rame. Chi soffre di anemia perniciosa necessita di vitamina B12 per via intramuscolare. Chi è affetto da morbo di Crohn, morbo celiaco o altre malattie infiammatorie croniche dell’intestino di ferro, vitamine del gruppo B, zinco e magnesio. Chi è affetto da osteoporosi di vitamina D, calcio e magnesio. Chi è affetto da maculopatia degenerativa senile beneficia di vitamine antiossidanti, zinco e rame e infine che fa uso cronico di alcuni farmaci (metformina, inibitori di pompa protonica) potrebbe beneficiare dell’assunzione di complessi multi minerali, vitamina B12, calcio, magnesio e vitamina D.

Infine, poiché per gli integratori non è richiesto controllo di qualità prima della loro messa in commercio, come avviene invece per i farmaci, secondo gli autori dell’indagine vi è il rischio che alcuni di tali prodotti possano contenere agenti microbici, metalli pesanti o altre sostanze tossiche.

Punto che, concludono gli autori dell’indagine, rafforza ulteriormente il concetto che il medico debba saper consigliare il paziente sull’opportunità di assumere un integratore ove necessario, badando anche alla qualità del prodotto per evitare la banalizzazione della terapia e promuovere così un uso appropriato di vitamine e sali minerali per migliorare la salute pubblica.


Vitamin and Mineral SupplementsWhat Clinicians Need to Know
JAMA. Published online February 5, 2018