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Efficacia di semaglutide una volta alla settimana vs. empagliflozin aggiunto a metformina nel diabete tipo 2: una metanalisi

Punti chiave

Domanda: Per migliorare i valori di emoglobina glicata e peso nei pazienti con diabete tipo 2, è più conveniente associare a metformina un analogo del GLP-1 o un inibitore di SGLT-2?

Risultati: L’impiego di semaglutide, in un confronto indiretto, rispetto a empagliflozin in add-on a metformina è risultato più efficace su glicata e peso corporeo nei pazienti diabetici.

Significato: Questa metanalisi conferma l’importanza della scelta del farmaco da associare alla metformina per raggiungere obiettivi di peso corporeo e controllo glicemico nei pazienti con diabete tipo 2.


A cura di Gemma Frigato

11 gennaio 2021 (Gruppo ComunicAzione) – Fino ad ora non si dispone ancora di studi head-to-head che confrontino direttamente un analogo settimanale del GLP-1 umano con un inibitore del cotrasportatore sodio-glucosio-2, nel diabete di tipo 2 (DT2).

Uno studio recentemente pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism ha avuto come obiettivo quello di confrontare indirettamente l’efficacia settimanale (OW, once-weekly) di semaglutide 1 mg settimanale rispetto a empagliflozin 25 mg una volta al giorno (OD, once-daily) in pazienti con DT2 non adeguatamente controllati con metformina in monoterapia, utilizzando dati dei singoli pazienti (IPD, individual patient data) e la metodologia di metaregressione.

Nello studio sono stati inclusi IPD di persone con DT2 che ricevevano metformina in monoterapia e randomizzati a OW semaglutide 1 mg (338 pazienti dello studio SUSTAIN 2, 213 del SUSTAIN 3 e 394 del SUSTAIN 8) o OD empagliflozin 25 mg (410 pazienti dello studio PIONEER 2).

L’endpoint primario era il cambiamento dal basale alla fine del trattamento (circa 1 anno) di HbA1c (punto %) e peso corporeo (kg). Le caratteristiche al basale erano simili tra I pazienti in terapia con semaglutide OW (n = 995) ed empagliflozin (n = 410). Le analisi hanno dimostrato che semaglutide OW ha ridotto significativamente l’HbA1c media e il peso corporeo rispetto a empagliflozin (differenza di trattamento stimata: -0,61% [IC 95%: -0,72; -0,49] e -1,65 kg [IC 95%: – 2,22; -1,08], rispettivamente; entrambi p <0,0001). Analisi complementari hanno supportato la solidità di tali risultati.

Vantaggi dall’ uso di semaglutide rispetto empagliflozin si sono dimostrati anche su circonferenza vita e assetto lipidico. Nessun vantaggio significativo di semaglutide su empagliflozin invece su eGFR e pressione sistolica.

In conclusione, questo confronto indiretto, con tutti i limiti correlati, suggerisce che semaglutide 1 mg OW fornisce riduzioni superiori di HbA1c e peso corporeo rispetto a empagliflozin OD 25 mg nei pazienti con DT2 quando aggiunto alla monoterapia con metformina. Per esprimere giudizi definitivi saranno però necessari invece ampi studi randomizzati controllati che confrontino direttamente i due farmaci.


Clin Endocrinol Metab. 2020 dec 1;105(12):e4593-604

PubMed


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