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Quanto può essere predittivo il diabete nel rischio di scompenso cardiaco?

Punti chiave

Domanda: Il diabete quanto può influenzare la comparsa e/o lo sviluppo di scompenso cardiaco in soggetti asintomatici?

Risultati: In questo studio è stata valutata l’influenza del diabete sulla progressione dello scompenso cardiaco (stadi preclinici A e B) fino allo scompenso cardiaco conclamato (stadi C e D).

Significato: L’analisi condotta attraverso uno studio di coorte prospettica eseguito sui dati dello studio Atherosclerosis Risk In Communities (ARIC) sottolinea come le associazioni osservate tra diabete e controllo del diabete con la progressione dello scompenso cardiaco fossero indipendenti da altri fattori di rischio cardiovascolare e dallo sviluppo di malattia coronarica, suggerendo che il targeting precoce del diabete nel processo dello scompenso cardiaco è fondamentale.


A cura di Michele Riccio

22 giugno 2022 (Gruppo ComunicAzione) – Lo studio condotto da Justin B. Echouffo-Tcheugui (Div. of Endocrinology, Diabetes and Metabolism, Dept. of Medicine, Johns Hopkins University, Baltimore, Maryland; USA) e coll., e pubblicato sul Journal of American College of Cardiology, ha incluso 4774 adulti (età media 75 anni, 58% donne, 20% neri) con scompenso cardiaco preclinico, di cui 1551 (32,5%) erano in stadio A (presenza di almeno uno dei seguenti fattori di rischio clinico di scompenso cardiaco in assenza di cardiopatia strutturale o sintomi di scompenso cardiaco: malattia cardiovascolare aterosclerotica prevalente [malattia coronarica, ictus o malattia arteriosa periferica], ipertensione, diabete, obesità, sindrome metabolica o malattia renale cronica) e 3223 (67,5%) erano in stadio B (presenza di una cardiopatia strutturale o biomarcatori cardiaci elevati come NT-proBNP e/o troponina cardiaca T ad alta sensibilità, ma senza segni o sintomi di scompenso cardiaco).

Il 30% della popolazione studiata aveva il diabete e l’outcome primario era una nuova diagnosi di scompenso cardiaco acuta scompensata e/o lo sviluppo di uno scompenso cardiaco stabile cronica. All’interno di ogni stadio dello scompenso cardiaco sono state valutate le associazioni tra diabete e controllo glicemico con la progressione verso lo scompenso cardiaco conclamato. Il follow-up medio è stato di circa 7,5 anni nel corso dei quali si sono verificati 470 eventi di scompenso cardiaco.

Negli stadi preclinici A e B, la presenza del diabete si associava a un tasso di incidenza di scompenso cardiaco più elevato. Nello stadio A, il tasso di incidenza era di 5,7 nei soggetti con diabete e di 3,6 in quelli senza diabete. Nello stadio B i tassi di incidenza erano rispettivamente di 25,7 in quelli con diabete e 19 in quelli senza diabete.

L’incremento maggiore del rischio di scompenso cardiaco conclamato è stato osservato nei diabetici con stadio B e con controllo del diabete scadente (HbA1c ≥7%), in quelli con durata media del diabete >10 anni. Inoltre, nei pazienti con diabete l’età media di insorgenza dello scompenso cardiaco era più giovane, come pure era più breve il tempo di passaggio dallo scompenso cardiaco preclinico a quello clinico.

Rispetto agli individui senza diabete e con stadio A, quelli con stadio B e diabete non controllato avevano un rischio 7,6 volte maggiore di sviluppare uno scompenso cardiaco sintomatico. Quelli con stadio B e diabete controllato (HbA1c ≤7%), avevano un rischio aumentato di 4,6 volte di scompenso cardiaco. Quelli in stadio A e con diabete non controllato avevano un rischio aumentato di 1,5 volte. Le associazioni osservate tra diabete e controllo del diabete con la progressione dello scompenso cardiaco erano indipendenti da altri fattori di rischio cardiovascolare e dallo sviluppo di malattia coronarica.

Se è ormai noto ormai da tempo che il diabete, specie se non controllato, è fortemente associato alla progressione verso lo scompenso cardiaco clinico, specie in pazienti con segni preclinici di scompenso cardiaco, gli studi condotti finora sul diabete e lo scompenso cardiaco sono stati eseguiti principalmente su pazienti con scompenso cardiaco conclamato. L’elemento originale di questo studio è che è stata esaminata l’influenza del diabete, anche in termini di qualità del controllo glicemico, durata della malattia ed età dei pazienti, in una popolazione di pazienti con segni preclinici di scompenso cardiaco e prima di sviluppare uno scompenso conclamato.

Utilizzando la nuova definizione di scompenso cardiaco nata da una proposta della Heart Failure Society of America, della Heart Failure Association of the European Society of Cardiology e della Japanese Heart Failure Society (pubblicata nel 2021 sull’European Journal of Heart Failure), che ha introdotto una suddivisione in 4 stadi, due preclinici (stadi A e B) e due clinici (C e D) dello scompenso cardiaco, gli autori hanno potuto evidenziare come il diabete possa accelerare grandemente la transizione verso forme cliniche di scompenso sia con ridotta EF (HFrEF) sia con EF conservata (HFpEF)

Va da sé che i risultati dello studio di Echouffo-Tcheugui e coll. evidenzino ulteriormente che intervenire vigorosamente sul diabete, in particolare nelle fasi precoci del processo di comparsa e sviluppo dello scompenso cardiaco, potrebbe risultare fondamentale per cambiarne il decorso clinico successivo. È peraltro opinione diffusa che la disponibilità di nuove classi di farmaci come gli SGLT2i e i GLP-1RA, in grado di ridurre i ricoveri per la comparsa di scompenso e quindi di modificarne la transizione verso forme cliniche più gravi, alla luce di queste ulteriori evidenze possa giustificare e spingere sempre di più lo specialista a un’introduzione precoce di quei farmaci.

Un tale approccio potrebbe anche aiutare a identificare quei pazienti che possono trarre il maggiore beneficio dalla riduzione assoluta del rischio con l’uso degli SGLT2i, che hanno dimostrato in vari studi non solo di prevenire lo scompenso cardiaco incidente nel diabete ma anche i danni renali, che sono significativamente presenti nei diabetici e nei soggetti con scompenso.


J Am Coll Cardiol 2022;79(23):2285-2293

PubMed


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