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Donna

Composizione del gruppo

Coordinatore:

  • Valeria Manicardi (Montecchio, RE)


Componenti:

  • Daniela Antenucci (Lannciano, CH)
  • Paola Bollati (Milano)
  • Elena Cimino (Milano)
  • Patrizia Li Volsi (Sacile, PN)
  • Ada Maffettone (Napoli)
  • Guglielmina Speroni (Codogno, LO)


Consulenti stabili:

  • Maria Chiara Rossi (Pescara)
  • Giuseppina Russo (Messina)


Referente CDN:

  • Maria Calabrese (Prato)

 

Mission

Il ruolo della donna e il suo stile di vita hanno subito nel corso degli anni profondi cambiamenti. Accanto a condizioni di vita sicuramente più confortevoli e gratificanti si è però assistito a un incremento di patologie in passato prevalenti nel sesso maschile e a importanti variazioni “di genere” nell’accesso alle cure ed al consumo di farmaci. In campo farmacologico i grandi trial clinici sono stati condotti prevalentemente sulla popolazione maschile senza tener conto delle differenze biologiche tra i due sessi e sottovalutando spesso quelle che sono le peculiarità femminili.

Il ruolo della donna e il suo stile di vita hanno subito nel corso degli anni profondi cambiamenti. Accanto a condizioni di vita sicuramente più confortevoli e gratificanti si è però assistito a un incremento di patologie in passato prevalenti nel sesso maschile e a importanti variazioni “di genere” nell’accesso alle cure ed al consumo di farmaci. In campo farmacologico i grandi trial clinici sono stati condotti prevalentemente sulla popolazione maschile senza tener conto delle differenze biologiche tra i due sessi e sottovalutando spesso quelle che sono le peculiarità femminili.

La medicina di genere nasce proprio dall’esigenza di differenziare la donna dall’uomo oltre che dal punto di vista biologico, anche da quello sociale, psicologico e culturale. In particolare, la malattia diabetica risente molto delle differenze di genere come dimostra il fatto che tale patologia mostra una prevalenza maggiore nel sesso femminile ma soprattutto che il profilo di rischio cardiovascolare è peggiore nella donna con diabete rispetto all’uomo. Anche il rischio di complicanze cardiache fatali è più alto nel sesso femminile,soprattutto con l’insorgenza della menopausa. Tutto ciò comporta nella donna diabetica una qualità ed un’aspettativa di vita peggiori. Una forma di diabete, il gestazionale, inoltre, è per definizione una malattia di genere e di per sé un fattore di rischio importante per l’insorgenza di diabete di tipo 2 negli anni successivi. Anche un’altra patologia tipica del sesso femminile in epoca post-riproduttiva come l’osteoporosi mostra quadri clinici più severi e prognosi peggiore nella donna diabetica rispetto a donne non diabetiche.

Il Gruppo Donna dell’AMD si propone di approfondire proprio gli aspetti che caratterizzano le differenze di genere nella malattia diabetica ma anche di valutare se esistano differenze di tipo culturale, psicologico e sociale nell’accesso alle cure.

Altro tema di interesse del gruppo è la creazione di un documento di consenso sulla contraccezione nella donna diabetica.

In sintesi, il Gruppo si pone come obiettivo comune quello di integrare le diversità nei processi di cura e tutela della salute della donna diabetica.


Attività del gruppo – Archivio

  • Il percorso di AMD per la medicina di genere: dalle paro opportunità di cura alla appropriatezza terapeutica
    Reggio Emilia, 10-11 aprile 2015
    Maggiori informazioni >
  • Il percorso di AMD per la medicina di genere: dalle differenze di genere alle pari opportunità
    1a Giornata nazionale del Gruppo Donna AMD
    Olbia, 16-17 marzo 2012 (evento ECM)
    Maggiori informazioni >

Scarica i due poster presentato dal gruppo al VII congresso della FondAMD (Baveno, 23-25 ottobre 2014):

  • La contraccezione ormonale nelle donne con diabete: clicca qui.
  • Differenze di genere nel Didbete T1 in Italia – I dati degli Annali AMD: clicca qui.