News & Highlights

Giugno 16, 2026 GM

GLP-1 RA e depressione? No, grazie!

A cura di Vanessa Ronconi
16 giugno 2026 (Gruppo ComunicAzione) – In una coorte complessiva di oltre 69.000 persone con DT2 e in terapia antidepressiva, l’inizio di GLP-1 RA non aumenta il rischio di suicidio a breve termine rispetto agli SGLT-2i. A un anno l’incidenza di suicidi è risultata sovrapponibile tra GLP-1 RA e SGLT-2i (0,7%), mentre l’inizio di GLP-1 RA si associava a un minor ricorso a farmaci antidepressivi (incidenza cumulativa del 10,8 vs 12,2%, p <0,001). Nella coorte trattata con GLP-1 RA è stata inoltre osservata una riduzione significativa della mortalità totale (p <0,001). I dati indicano che nelle persone con DT2 la presenza di depressione non dovrebbe rappresentare un motivo per evitare la prescrizione di GLP-1 RA quando clinicamente indicato.

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Giugno 9, 2026 GM

Diabete materno e programmazione cardiovascolare fetale: il rischio continua nell’età adulta

A cura di Gabriella Garrapa
9 giugno 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Un ampio studio di coorte, su oltre 4,2 milioni di persone seguite fino a 50 anni (follow-up mediano di 27,6 anni), mostra che il diabete materno si associa a un aumento del rischio cardiovascolare nella prole per decenni. Il rischio risulta più elevato nel diabete pregestazionale e coinvolge scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, malattie cerebrovascolari e tromboembolismo venoso; prematurità e cardiopatie congenite sembrano mediare parte dell’associazione osservata. Tali risultati evidenziano il ruolo dei fattori perinatali e della prima infanzia nel determinare il rischio cardiovascolare futuro della prole, identificando meccanismi biologici e finestre temporali potenzialmente rilevanti per una precoce valutazione del rischio nei figli di madri con diabete.

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Giugno 2, 2026 GM

Effetti renali di tirzepatide versus dulaglutide nelle persone con diabete tipo 2 e malattia cardiovascolare aterosclerotica: analisi del trial SURPASS-CVOT

A cura di Michele Riccio
2 giugno 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Nel trial SURPASS-CVOT tirzepatide ha ridotto del 23% il rischio dell’endpoint renale composito rispetto a dulaglutide nelle persone con DT2 e malattia cardiovascolare aterosclerotica. I benefici hanno riguardato albuminuria ed eGFR, sia nei soggetti a basso-moderato rischio renale sia in quelli ad alto rischio. I dati rafforzano il possibile ruolo nefroprotettivo del doppio agonismo GIP/GLP-1 in un approccio cardionefrometabolico integrato.

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Maggio 26, 2026 GM

Le acilcarnitine, un nuovo marker di declino del filtrato renale nel diabete tipo 2

A cura di Giuseppe Frazzetto
26 maggio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Il DT2 è gravato da un declino accelerato della velocità di filtrazione glomerulare, che peggiora outcome cardiovascolari, qualità della vita e aumenta il rischio di morte. L’identificazione di nuovi biomarcatori di tale declino nel DT2 potrebbe mettere in luce nuovi meccanismi fisiopatologici alla base della nefropatia diabetica aprendo la strada a nuove strategie terapeutiche nei soggetti che non rispondono ai trattamenti attualmente disponibili. Un recente studio di coorte ha chiarito come, nelle persone con DT2, 4 acilcarnitine a catena corta, 3 a catena media e 4 a catena lunga siano associate al tasso di declino della funzionalità renale. L’introduzione di uno score che tenga conto del profilo delle acilcarnitine, nei modelli di previsione clinica, potrebbe migliorare l’identificazione degli individui a maggior rischio di progressione verso l’insufficienza renale, rendendoli marcatori predittivi di danno renale nel DT2. La speranza è che la metodica di misurazione mirata di tali metaboliti diventi presto fattibile e a costi accessibili per l’utente finale.

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Maggio 19, 2026 GM

Agonisti recettoriali del GLP-1 per gli outcome cardiovascolari e renali maggiori nel diabete tipo 1

A cura di Valentina Paternò
19 maggio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Un ampio studio osservazionale statunitense pubblicato su Nature Medicine suggerisce che l’avvio di GLP-1 RA nel DT1 è associato a un minor rischio di eventi cardiovascolari maggiori e malattia renale terminale, senza incremento delle ospedalizzazioni per chetoacidosi diabetica o ipoglicemia severa. I risultati sono clinicamente interessanti ma osservazionali e richiedono conferma in studi randomizzati dedicati.

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Maggio 12, 2026 GM

Accuratezza di ChatGPT, Gemini, Claude e DeepSeek nella conta dei carboidrati

A cura di Gisella Boselli
12 maggio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Un recente studio ha valutato l’accuratezza di quattro modelli di IA nel conteggio dei carboidrati, confrontandoli con il riferimento clinico su 124 pasti standardizzati. Tutti i modelli hanno mostrato una buona capacità di seguire l’andamento del contenuto glucidico, ma con differenze significative in termini di precisione e affidabilità. ChatGPT si è distinto come il modello più accurato e stabile, unico a soddisfare criteri stringenti di equivalenza, mentre gli altri hanno evidenziato una maggiore variabilità, soprattutto nei pasti più ricchi di carboidrati. Nel complesso, i risultati suggeriscono un possibile ruolo dell’IA come supporto al conteggio dei carboidrati, ponendo al tempo stesso la necessità di un utilizzo consapevole nella pratica clinica.

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Maggio 5, 2026 GM

Apporto materno di macronutrienti e diabete gestazionale: revisione sistematica di studi osservazionali prospettici e metanalisi dose-risposta

A cura di Andrea Lomonaco
5 maggio 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Una recente revisione sistematica con metanalisi dose-risposta su 25 studi prospettici (oltre 115.000 gravidanze) dimostra che un elevato apporto di proteine e grassi di origine animale si associa a un maggiore rischio di diabete gestazionale, mentre la fibra alimentare esercita un effetto protettivo dose-dipendente. La novità principale riguarda il ruolo specifico delle proteine animali, finora non considerato nelle linee-guida nutrizionali in gravidanza.

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Aprile 30, 2026 GM

Previsione della morte cardiaca improvvisa nella popolazione generale basandosi sull’apprendimento automatizzato e sull’utilizzo dei dati delle cartelle cliniche elettroniche

A cura di Cristian Quattrini (Gruppo Diabetes Management), in collaborazione con il Gruppo ComunicAzione
30 aprile 2026 – Il modello utilizza dati clinici ed eventi medici degli ultimi cinque anni per identificare soggetti ad alto rischio di morte cardiaca improvvisa. La combinazione di fattori come diagnosi cardiovascolari, farmaci e altri indicatori di vulnerabilità – fra cui il diabete – permette di individuare persone con rischio superiore rispetto alla popolazione generale. Tale strategia favorisce la prevenzione precoce e il monitoraggio mirato di soggetti fragili, rendendo la predizione più precisa e personalizzata.

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Aprile 28, 2026 GM

Nuove prospettive sul calo ponderale mediato dalle terapie incretiniche nelle persone con diabete tipo 2: uno studio di metaregressione twin trial

A cura di Giulia Tartaro
28 aprile 2026 (Gruppo ComunicAzione) – Una recente analisi di metaregressione condotta su 11 coppie di “trial gemelli” ha valutato la differente risposta alle terapie incretiniche in termini di riduzione ponderale nelle persone con DT2 e in persone con sola obesità. I soggetti con DT2 hanno presentano un tasso di riduzione ponderale inferiore del 39% rispetto a quelli non diabetici. Tuttavia, l’analisi multivariata ha dimostrato che l’associazione fra DT2 e riduzione ponderale si annulla in presenza delle covariate sesso e comorbilità cardiovascolari (p = 0,93), queste ultime maggiormente prevalenti nel fenotipo diabetico. Il profilo di tollerabilità gastrointestinale è risultato migliore nel gruppo DT2, con il 28% in meno di episodi di nausea. In conclusione, la minore risposta terapeutica nel DT2 sembrerebbe riconducibile alla maggior complessità del fenotipo clinico e metabolico delle popolazioni diabetiche arruolate.

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Aprile 23, 2026 GM

Misurazione della rigidità epatica e mortalità per tutte le cause nelle persone con diabete

A cura di Marco Cardinali, Walter Granà, Marco Marcellini, Enrica Perra (Gruppo Diabete e fegato), in collaborazione con il Gruppo ComunicAzione
23 aprile 2026 – Uno studio recente dimostra che la LSM è un predittore di mortalità superiore all’indice FIB-4 nelle persone con diabete. La combinazione di diabete e LSM elevata (≥9,7 kPa) aumenta di sei volte il rischio di morte rispetto a chi non presenta tali condizioni (AHR 6,41; IC 95% 1,03-39,85; p =0,047). Un approccio integrato, che parta dal FIB-4 e approfondisca con l’elastografia, è la strategia per migliorare la stratificazione del rischio clinico.

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