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Diabete No Grazie

Mangiare meglio fa vivere più a lungo

I risultati di un nuovo studio dicono che un miglioramento, anche moderato ma mantenuto nel tempo, nella qualità della dieta, incrementando il consumo di cereali integrali, verdura, frutta, pesce e grassi “buoni”, può essere in grado di ridurre la mortalità, anche se avviene in età adulta e indipendentemente dalle variazioni del peso corporeo.
A cura di Eugenio Alessi

Mangiare meglio può ridurre la mortalità: un’affermazione che potrebbe non sembrare sorprendente, anche perché ciascuno di noi ha ascoltato più volte questo messaggio. In realtà, ben pochi studi hanno valutato l’associazione fra le modifiche nella qualità della dieta e il rischio di morte.

Un recente articolo pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine ha dimostrato che modifiche durevoli nella qualità dell’alimentazione, anche in età adulta, possono ridurre la mortalità.

Nello studio sono stati reclutati circa 75.000 partecipanti, con un’età media superiore ai 60 anni, le cui abitudini alimentari sono state esaminate mediante specifici questionari validati per un periodo di 12 anni e la mortalità per tutte le cause valutata nei 12 anni successivi.

La qualità della dieta veniva valutata assegnando tre punteggi, relativi a tre differenti modelli alimentari, fra cui la dieta mediterranea, accomunati dal privilegiare il consumo di cereali integrali, verdura, frutta, pesce e acidi grassi insaturi (grassi “buoni”, di origine vegetale), scoraggiando il consumo di cibi processati, dolci, carne rossa e burro.

Coloro che hanno migliorato nell’arco dei 12 anni i propri punteggi e quindi la qualità della propria dieta hanno avuto un minor rischio di morte per tutte le cause nei 12 anni successivi (in maniera indipendente dalle variazioni del peso corporeo), con una riduzione dall’8 al 17% della mortalità per tutte le cause. In particolare, il rischio di morte per cause cardiovascolari si riduceva significativamente (dal 7 al 15%), mentre la riduzione della mortalità per cancro era più sfumata e non significativa.

Se il miglioramento della qualità della dieta si manteneva nel lungo termine (fino a 16 anni), i benefici sulla riduzione del rischio erano maggiori rispetto ai miglioramenti ottenuti in un termine più breve (fino a 8 anni).

I risultati dello studio ci dicono quindi che un miglioramento, anche moderato ma mantenuto nel tempo, nella qualità della dieta, incrementando il consumo di cereali integrali, verdura, frutta, pesce e grassi “buoni”, può essere in grado di ridurre la mortalità, anche se avviene in età adulta e indipendentemente dalle variazioni del peso corporeo. Secondo gli autori quindi non è mai troppo tardi per mangiare in maniera più sana e ottenerne beneficio.

Association of Changes in Diet Quality with Total and Cause-Specific Mortality
N Engl J Med 2017;377:143-53