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Effetti di stress e-o depressione sugli outcome cardiovascolari nel diabete: i risultati dello studio REGARDS

A cura di Enrico Pergolizzi

22 febbraio 2016 (Gruppo ComunicAzione) – La prevalenza del diabete è in continuo aumento e le complicanze cardiovascolari (CV) rimangono la principale causa di morbilità e mortalità nelle persone affette da diabete mellito tipo 2 (DMT2), contribuendo in modo sostanziale ad un incremento dei costi per l’assistenza sanitaria. Vi è una crescente consapevolezza che i problemi psicocomportamentali, compresi la depressione e lo stress, siano associati con uno scarso controllo glicemico, uno stile di vita non adeguato e un maggiore utilizzo dei servizi sanitari. E’ stato dimostrato che tali disturbi sono associati con insufficiente aderenza alla terapia farmacologica e conseguentemente a eventi avversi. Inoltre, uno scarso controllo metabolico può peggiorare i sintomi depressivi, con un rapporto che sembra essere bidirezionale. La prevalenza di queste comorbilità e il loro potenziale impatto negativo sulla gestione della malattia hanno portato a sviluppare interventi mirati a risolvere i sintomi correlati a depressione o stress nelle persone con diabete. Ma, mentre molti studi hanno documentato l’effetto di tali comorbilità sul controllo glicemico, solo un numero limitato di studi ha esaminato l’impatto potenziale sugli outcome CV. In più, non c’è stato un adeguato confronto tra individui con e senza diabete e concomitanti sintomi correlati alla depressione e/o allo stress.

Per tale motivo Doyle M. Cummings e coll. (USA) hanno voluto esaminare l’associazione tra la presenza di sintomi depressivi e/o elevati livelli di stress percepito, determinati al basale, e il rischio di eventi CV (tra cui ictus, infarto miocardico/malattia coronarica acuta e morte cardiovascolare) in 5 anni di follow-up, in un importante studio di coorte nazionale (REGARDS – REasons for Geographic And Racial Differences in Stroke), pubblicato sulla rivista Diabetes Care, con campionamento basato su popolazione e raccolta dei dati a domicilio in soggetti con e senza diabete.

Sono stati inclusi nello studio 22.003 soggetti adulti, di cui 4090 con diabete, con una età media di 64 anni, il 58% di sesso femminile, il 42% neri e il 56% residente nella Stroke Belt del sud-est (un’area territoriale statunitense riconosciuta per avere una insolitamente elevata incidenza di ictus e di altre forme di malattie cardiovascolari; comprende all’incirca i territori di 11 stati: Alabama, Arkansas, Georgia, Indiana, Kentucky, Louisiana, Mississippi, Carolina del Nord, Carolina del Sud, Tennessee e Virginia.). I sintomi correlati a un elevato livello di stress e/o a depressione erano più comuni nei soggetti con diabete (36,8 vs. 29,5%; p <0,001). Tra questi, quelli che più frequentemente dichiaravano la presenza di sintomi depressivi o di stress o la combinazione di entrambi erano nella maggior parte donne, nere, vivevano nella Stroke Belt e avevano un basso reddito. Nei modelli aggiustati viene riportato che sia lo stress che la depressione sono associati ad un aumento significativo dell’incidenza di ictus (HR 1,57 [IC 95% 1,05, 2,33] vs. 1,01 [0,79, 1,30]) e morte CV (1,53 [1,08, 2,17 ] vs. 1,12 [0,90, 1,38]) nei soggetti affetti da diabete, ma non in quelli senza diabete. La combinazione di entrambi, nei soggetti con diabete è risultata associata a una più alta incidenza di morte CV (2,15 [1,33, 3,47]) rispetto alla singola comorbilità (1,53 [1,08, 2,17]) e anche rispetto ai soggetti non diabetici (1,27 [0,86, 1,88]).

In conclusione, i sintomi correlati a stress e/o depressione sono comuni negli individui affetti da diabete e la loro associazione porta a un progressivo incremento del rischio di eventi avversi CV. Tale rischio è aumentato ancor di più in relazione allo stato sociale e alle differenze razziali suggerendo quindi la necessità di una più attenta gestione in ambito di cure primarie, dove viene seguita la maggior parte dei pazienti con DMT2.

 

Diabetes Care 2016;39:101-9

PubMed


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