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Diabete No Grazie

Social Impact Bond: la prevenzione del diabete incontra l’alta finanza

Inventati nel 2010 in Regno Unito, i Social Impact Bond già finanziano un progetto di prevenzione del diabete in Israele e si parla di una iniziativa analoga in Italia. Ma di cosa si tratta esattamente?
Le parole di Mauro Berruto, allenatore della nazionale maschile di pallavolo

In Israele è già partito il primo Social Impact Bond basato sul protocollo di prevenzione del diabete elaborato dal diabetologo finlandese Yakko Tuomilheto. I Social Impact Bond sono obbligazioni emesse da un ente organizzatore per conto di una struttura pubblica (Stato o Regione) e sottoscritte da investitori privati. Queste obbligazioni sono destinate a finanziare una attività di prevenzione che potrebbe generare un risparmio a medio termine per lo Stato. Lo Stato ripaga le obbligazioni solo se il progetto raggiungerà l’obiettivo atteso, inteso in senso strettamente economico.

Per capirsi vediamo come ha funzionato il primo di questi Social Impact Bond. Nella cittadina di Peterborough nel Regno Unito alcune realtà del Volontariato hanno iniziato dei programmi di intervento sugli adolescenti in carcere (sia durante la detenzione sia una volta usciti). Si è visto che I ragazzi coinvolti in questi programmi hanno una probabilità molto minore di tornare in carcere negli anni seguenti.

Nel Regno Unito si è molto attenti ai costi della detenzione in carcere. Un gruppo di privati allora ha finanziato un progetto destinato alla popolazione di adolescenti in carcere. L’investimento sarà ripagato dal Governo solo se cinque anni dopo vedrà che tra i ragazzi oggetto del programma il numero di ‘recidive’ cioè di ritorni in carcere sarà inferiore alla media nazionale.

Un progetto simile è in corso in Israele nel campo della prevenzione del diabete. Social Impact Israel sta raccogliendo capitali per intervenire su una popolazione di persone con pre-diabete. Queste persone saranno oggetto di un programma di attività sportiva e consulenza nutrizionale che ha provato in diversi studi la sua capacità di ridurre sensibilmente la progressione dal pre-diabete al diabete vero e proprio.

L’intervento è eseguito da realtà del terzo settore, private e pubbliche coordinate da una agenzia e finanziato attraverso l’emissione di bond. Il Servizio sanitario che – va detto per chiarezza – in Israele è privato, ripagherà gli investitori solo se saranno raggiunti gli obiettivi concordati, cioè solo se davvero il programma ha permesso di evitare o di ritardare significativamente la comparsa del diabete nelle persone oggetto del programma.

Il primo Social Impact Bond potrebbe presto vedere la luce anche in Italia e potrebbe riguardare proprio il diabete. «Nei Social Impact Bond ho visto subito una opportunità per ‘liberare’ il potenziale che la pratica sportiva di massa ha nel prevenire il diabete e l’obesità», afferma Mauro Berruto, noto come allenatore della nazionale maschile di pallavolo e dirigente della Federazione. Berruto, che ha scritto libri e tiene conferenze sulla gestione dei team e sulla motivazione, presiede Destinazione Sport un tavolo creato dal precedente governo con figure provenienti dal mondo del Coni e da altri settori (economia e politica in modo particolare).

«Approfondito il tema, ho contattato la Human Foundation che sapevo alla ricerca di idee innovative per il terzo settore e insieme stiamo studiando un Social Impact Bond dedicato alla prevenzione secondaria del diabete attraverso gruppi di cammino».

Secondo Berruto rimangono alcuni ostacoli legislativi che rendono difficile per alcune realtà emettere questi bond, «mentre sono personalmente convinto che questi titoli pur essendo ‘pubblici’ sia per la loro finalità sia per come sono costruiti potrebbero non essere considerati nei vari parametri: Maastricht, Legge di Stabilità e Fiscal Compact», afferma Berruto.

Anche se i primi interventi Social Impact Bond sono nati nell’ambito della devianza e della carcerazione, la prevenzione della salute potrebbe diventare un settore ideale per il loro utilizzo. La prevenzione infatti consente un risparmio, ma richiede orizzonti lunghi mentre i decisori sono pressati da obiettivi di budget di brevissimo termine.

I Social Impact Bond potrebbero supportare il passaggio da una medicina acuta a una preventiva perché trasferiscono il possibile rischio di fallimento dell’intervento precoce dai bilanci pubblici a quelli privati e permettono di investire in prevenzione senza tagliare sul budget delle malattie acute.

Ovviamente un Social Impact Bond può essere realizzato solo dove esiste:
– Una evidenza scientifica solida sul successo di una precisa strategia di prevenzione
– Una evidenza scientifica solida su cosa avviene in mancanza di quella strategia
– Una evidenza contabile dei costi monetari legati alla mancata prevenzione
– Un modo condiviso per misurare in termini monetari l’effetto della prevenzione
– Una popolazione ben definita oggetto di un intervento continuativo
– Una o più organizzazioni in grado di erogare l’intervento
– Un ente indipendente che misuri il successo dell’iniziativa

Più l’affidabilità finanziaria di tutti i protagonisti della operazione, in particolare di chi emette i bond

Infatti Un aspetto critico è il ruolo dell’ente che organizza l’operazione, raccoglie i capitali e gestisce o fa gestire l’attività di prevenzione. Quello che non dovrebbe mancare invece è l’interesse degli investitori: un Social Impact Bond deve essere remunerato a livelli molto superiori a quelli di mercato essendoci il rischio, per l’investitore, di perdere tutto il capitale investito.

 

Per saperne di più (in inglese):

Social Finance
A Technical Guide to Developing Social Impact Bonds
(http://www.socialfinance.org.uk/sites/default/files/Technical_Guide_Overview.pdf)

SIB Conference Workshop
Delivering better health outcomes through a Social Impact Bonds
(http://www.socialfinance.org.uk/sites/default/files/health_0.pdf)

Social Finance Israel
Planning of a social impact bond to reduce development of type 2 diabetes in high-risk pre-diabetics presentation to the social impact investment taskforce established by the G8 december 5th, 2013
(http://www.socialfinance.org.il)

in italiano:
(http://www.fondazionecariplo.it/static/upload/qua/qua_sib1.pdf)