Fenofibrato

Tipo di farmaco:
Derivato dell’acido fibrico (fibrato)
Famiglia:
Fibrati
Anno di nascita*:
1994
Nomi:
Fenofibrato Winthrop (Sanofi) Fulcro (Solvay Pharma) Fulcrosupra (Solvay Pharma) Liperial (Caber) Lipofene (Teofarma) Lipsin (Caber) Nolipax (Eurofarmaco) Tilene (Francia Farmaceutici)

Il fenofibrato come tutti i farmaci derivati dell’acido fibrico produce i suoi effetti riducendo nel sangue le particelle aterogeniche ricche in trigliceridi sia attivando la loro rimozione che limitando la loro produzione dal fegato. Ciò conduce ad una riduzione dei trigliceridi ed un secondario aumento delle particelle contenenti colesterolo “protettivo” (HDL).

 

Il fenofibrato riduce i trigliceridi e ha un effetto seppur modesto, nel ridurre le particelle che trasportano il colesterolo “cattivo” (LDL). Mancano tuttavia evidenze che dimostrino l’efficacia di questo farmaco nella prevenzione primaria o secondaria delle complicanze aterosclerotiche.

Perché il medico ha prescritto questo farmaco?
Il fenofibrato ha la sua indicazione principale nella riduzione delle elevate concentrazioni di trigliceridi, grazie suo effetto sul colesterolo LDL e sui trigliceridi, peraltro, il trattamento con fenofibrato può essere utile nei pazienti ipercolesterolemici, con o senza ipertrigliceridemia, incluse le alterazioni lipidiche secondarie come nel diabete mellito di tipo 2.

Quali condizioni sconsigliano l’uso di questo farmaco?
Il fenofibrato non deve essere prescritto qualora siano presenti: insufficienza epatica (ridotta funzione del fegato per malattie croniche), insufficienza renale, nei casi di già riconosciuta ipersensibilità al farmaco stesso, ai fibrati o ad uno qualsiasi dei componenti delle compresse (ad esempio al lattosio), nei bambini, nelle malattie della colecisti e nella pancreatite acuta o cronica a causa del rischio di favorire la calcolosi (eccetto che nella pancreatite da grave ipertrigliceridemia),  in gravidanza e durante l’allattamento.
Le compresse di alcune formulazioni di fenofibrato ad es Fulcrosupra® non devono essere assunte da pazienti allergici alle arachidi o all’olio di arachide o alla lecitina di soia o a prodotti correlati a causa del rischio di reazioni di ipersensibilità.

Quali risultati posso attendermi?
Durante gli studi clinici fino ad ora condotti con fenofibrato, il colesterolo totale ed i triglicendi si sono ridotti rispettivamente del 20-25% e del 40-55% mentre il colesterolo HDL è aumentato del 10-30%. Tali risultati però non possono essere garantiti in tutti i pazienti che assumono il farmaco.

I tempi per osservare i primi risultati sono dell’ordine di 4-6 settimane.

Ha effetti sul peso, sulla pressione e sulla glicemia?
Il fenofibrato non ha finora dimostrato effetti negativi su nessuno di questi tre parametri.

Ha effetti collaterali seri?
Come per altri farmaci ipolipemizzanti, sono stati riportati, in alcuni pazienti, aumenti dei livelli delle transaminasi. Nella maggioranza dei casi questi aumenti sono stati transitori, lievi e asintomatici. È però raccomandabile monitorare i livelli di transaminasi ogni 3 mesi durante il primo anno di trattamento e, se questi dovessero aumentare più di tre volte rispetto al limite superiore della norma, occorre sospendere il trattamento.

In rari casi è stata segnalata la comparsa di pancreatite in pazienti che assumono fenofibrato, ciò potrebbe essere dovuto ad un effetto diretto del farmaco o secondario alla presenza di calcoli biliari o alla formazione di masse dense che ostruiscono le vie biliari (Studio Field).
Sofferenza e danno muscolare sono stati segnalati a seguito di somministrazione contemporanea di statine soprattutto in persone anziane (età superiore a 70 anni) o con storia personale di insufficienza renale, ipotiroidismo o abuso alcolico. La tossicità muscolare deve essere sospettata nei pazienti che presentano dolori muscolari diffusi, crampi muscolari e debolezza unitamente ad aumenti marcati della CK (livelli superiori di 5volte il limite superiore dell’intervallo normale). In questi casi il trattamento con fenofibrato deve essere interrotto.

La concomitante prescrizione di fenofibrato con una statina è comunque possibile ma deve essere riservata ai pazienti con dislipidemia combinata severa ed elevato rischio cardiovascolare, senza storia di malattia muscolare. I pazienti devono però essere strettamente monitorati per quanto riguarda i segni di tossicità muscolare.
I pazienti affetti da problemi di intolleranza al lattosio potrebbero lamentare disturbi gastrointestinali a causa della sua presenza in alcune formulazioni orali del commercio.

Provoca effetti indesiderati e fastidiosi?
Disturbi gastrici o intestinali (dolore addominale, nausea, vomito, diarrea e flatulenza) di moderata severità sono comuni; meno frequenti: rossore cutaneo, prurito, orticaria o reazioni di fotosensibilità, suggestivi di allergia al farmaco. Rari sono la cefalea e la riduzione della libido.

Come nella maggior parte dei casi i disturbi sono transitori e scompaiono alla sospensione del trattamento.

Quali dosi hanno mostrato la migliore efficacia?
Le formulazioni nelle quali il fenofibrato si trova in commercio sono al dosaggio di 145 mg (nano- particelle di farmaco) e 200 mg.

La dose raccomandata è di una compressa contenente 145 mg di fenofibrato una volta al giorno.

Le formulazioni da 145 mg hanno una migliore dinamica di assorbimento perché indipendente dall’assunzione del cibo.

In quali momenti della giornata va preso?
Le compresse di fenofibrato possono essere assunte, con acqua, in qualsiasi momento della giornata, sia ai pasti che lontano dai pasti.

Non è richiesta una riduzione del dosaggio nei pazienti anziani, mentre lo è nei pazienti con compromissione renale.

Quanto tempo impiega per esercitare la sua azione?
Qualche settimana dall’inizio della somministrazione.

Cosa succede se per errore salto una dose?
Unitamente alla dieta, questo medicinale costituisce un trattamento di lungo periodo, la cui efficacia è garantita dall’assunzione costante, tuttavia saltare una sola dose non comporta perdita di effetto della cura.

Cosa succede se, una volta, ne prendo per errore una dose doppia?
Una dose doppia di fenofibrato non dà, in genere, nessun disturbo, se non, raramente, e in persone predisposte, qualche effetto gastro-intestinale.

Cosa accade se viene assunto per errore da persone che non soffrono di aumentati livelli di trigliceridi?
Il fenofibrato, assunto per errore da una persona che non è affetto da alti livelli di grassi ematici, può raramente dare qualche disturbo gastro-intestinale ma non produce alcun danno. L’assunzione di più compresse assieme potrebbe dare intossicazione; in questo caso è consigliabile rivolgersi al proprio medico o al più vicino Ospedale.

Interagisce negativamente con altri farmaci?
Il fenofibrato aumenta l’effetto degli anticoagulanti orali e può aumentare il rischio di sanguinamento. Per questo motivo si raccomanda di ridurre la dose di anticoagulanti all’inizio del trattamento e successivamente di aggiustarla gradualmente se necessario, in base al monitoraggio del tempo di Quick.
Alcuni casi gravi di insufficienza renale sono stati riportati durante l’assunzione concomitante di fenofibrato e ciclosporina (immunosoppressore). La funzionalità renale di questi pazienti deve perciò essere strettamente monitorata.
Il rischio di sofferenza muscolare è aumentato se il fenofibrato è impiegato in combinazione con le statine o con altri fibrati.

* Anno di approvazione da parte della Food and Drug Administration o altri istituti analoghi accreditati.